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BELLINZONA
06.01.2021 - 13:240
Aggiornamento : 16:38

Sorpassi di spesa: non c'è il referendum, ma il ricorso

Lega dei Ticinesi e UDC criticano la «retromarcia del PPD»

Ma non tarda ad arrivare la replica: «Nessun tradimento, nessuna pressione e nessuna retromarcia»

BELLINZONA - Non ci sarà nessun referendum contro i crediti suppletori votati dal Consiglio comunale di Bellinzona. Il riferimento è ai 2,8 milioni di franchi utili per sanare i sorpassi di spesa emersi nella realizzazione del Policentro della Morobbia e nella ristrutturazione dello stadio Comunale. 

Ad annunciarlo sono i gruppi Lega e Udc dai quali era partita l'idea della raccolta firme: «Anche ipotizzando la vittoria nella votazione popolare - sottolineano in un comunicato congiunto -, l’eventuale successo non permetterebbe la riduzione dell’enorme danno provocato: i soldi sono stati spesi con la scellerata gestione degli esponenti PLR e quindi, salvo clamorose novità, gli scoperti dovranno essere pagati». 

Una decisione, questa, dettata da «un'umiliante retromarcia del PPD», spiegano. «Purtroppo da nessuno dei partiti contrari ai crediti suppletori è giunta la volontà di lanciare un referendum o di collaborare nella raccolta delle firme. Fino all’ultimo abbiamo creduto nel PPD, già particolarmente critico durante la seduta di Consiglio comunale». «Non è difficile supporre la pressione del sindaco sul suo collega Soldini, così come la promessa di mandati ai dirigenti della sezione pipidina con lo scopo di farle desistere dal referendum - prosegue la nota -. Anche il PPD, sconfessando l’impegno formale del loro capogruppo Paolo Locatelli, è così diventato complice degli schieramenti PLR e PS. Invece di aiutare a fare chiarezza, uscendo di scena il PPD ha contribuito con il PS a tenere alzato lo zerbino mentre il PLR nascondeva la sporcizia. Vorrà dire che per questa legislatura sarà ricordato unicamente per la scandalosa gestione della Casa anziani di Sementina, il cui dicastero è gestito dal suo municipale Soldini». 

Referendum no, ma ricorso sì. «Per questo motivo - sottolineano Lega e UDC - ricorreremo contro la decisione politica presa. Da parte nostra, faremo tutto il possibile per cercare di fare uscire la verità, ossia - tra le altre cose - che qualcuno era stato dovutamente informato dall’andamento dei cantieri già nel 2018 e 2019».

La risposta del PPD - Non ha tardato ad arrivare la replica del PPD: «LEGA e UDC non trovano di meglio che scagliarsi contro il PPD-GG nel patetico tentativo di addossargli la responsabilità del mancato referendum - viene sottolineato -. Settimana scorsa siamo stati avvicinati da alcuni loro esponenti per verificare la fattibilità politica di chiamare assieme alle urne le cittadine ed i cittadini di Bellinzona. Le discussioni hanno evidenziato almeno due elementi che ci hanno fatto propendere di abbandonare la nave ancora prima di salirci: l’attitudine di LEGA e UDC di spingere il dibattito referendario il becero attacco alle singole persone (attitudine confermata anche con il loro odierno comunicato) e l’intenzione di reclutare un “cacciatore di firme a 1 franco a firma” per raggiungere l’obiettivo. Il PPD-GG, per Storia e cultura, non è disposto a scendere a questi compromessi, irrispettosi verso l’intelligenza dei bellinzonesi e del comune buongusto», si legge nella nota.

La sezione PPD-GG di Bellinzona assicura tuttavia la volontà di continuare «a battersi per fare chiarezza sulla triste vicenda dei sorpassi di spesa attraverso la propria attività in Consiglio comunale e nelle commissioni permanenti. Sono troppe infatti le domande che continuano a rimanere senza risposta».

Per quanto attiene allo Stadio cittadino, la Sezione PPD-GG sta valutando la possibilità di ricorrere contro la risoluzione comunale del 22 dicembre 2020 sulla base di due argomentazioni: «Il Consiglio comunale è stato chiamato a prendere una decisione sulla base di informazioni incomplete e fuorvianti, privato dunque di poter valutare, con cognizione di causa, il messaggio municipale e per chiedere una valutazione formale sul conflitto di interesse eventuale di un collega consigliere comunale PLRT che, grazie al suo voto determinante, ha permesso all’asse PLRT e PS di riporre nel cassetto quello che, a detta di tutti, era stato definito pochi mesi fa un vero e proprio terremoto politico».

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