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CANTONE
14.10.2019 - 09:100

La matematica fa «perdere autorevolezza alla Divisione della scuola»

Aron Piezzi interroga il Governo sul DiMat, l’approccio “Differenziare in matematica”, e criticano il DECS per «una certa ambiguità comunicativa»

BELLINZONA - «Come è possibile non tenere in considerazione idee, proposte, critiche, di chi la scuola la fa ogni giorno? Si acuisce la sensazione che il DECS agisca con una logica dirigista, intransigente, con un solo credo e con poca disponibilità all’ascolto». È questa la posizione di Aron Piezzi (PLR), che ha inoltrato una lunga interrogazione al Consiglio di Stato.

Al centro delle critiche, il rischio che l’approccio ‘Differenziare in matematica’ (DiMat), attivo nelle scuole ticinesi, possa estinguersi. A evidenziare la problematica è stato un articolo de la Regione del 1. ottobre. Dopo 25 anni la proposta pedagogica e didattica che mira a favorire l’insegnamento-apprendimento differenziato in ambito matematico nel secondo ciclo della scuola elementare potrebbe estinguersi. Il direttore della Divisone della scuola Emanuele Berger riconosce i meriti storici di DiMat, ma ritiene, visto che «la didattica della matematica e le teorie pedagogiche sono evolute (...) non (...) più opportuno che esistano corsi specifici DiMat», aggiungendo che «i contenuti di DiMat sarebbero da rivedere perché (...) non sono esplicitamente collegati al Piano di studio (PDS)».

Una posizione non condivisa da Piezzi, secondo cui «l’impianto pedagogico-didattico non è affatto superato» e, soprattutto, è «inspiegabile il fatto che non si sia riusciti a individuare una sinergia comune, valorizzando un approccio nato e sviluppatosi nel territorio e ancora ben radicato, oggi, con successo».

Il granconsigliere PLR punta inoltre il dito contro il DECS, reo di una «certa ambiguità comunicativa»: «I formatori DiMat lamentano una certa ambiguità comunicativa: alcune risposte del DECS hanno lasciato intendere un’apertura verso il DiMat, poi, nei fatti, sono state smentite; oppure lettere/e-mails all’indirizzo della Divisione scuola sono rimaste senza risposta». Piezzi si chiede perché il DECS non abbia preso in considerazione «chi la scuola la fa ogni giorno». «Senza di ciò, si acuisce la sensazione che il Dipartimento agisca con una logica dirigista, intransigente, con un solo credo e con poca disponibilità all’ascolto», scrive.

In conclusione, l’interrogazione pone il Governo di fronte a una situazione che DiMat evidenzierebbe: «La posizione del DECS rispetto a DiMat sembra far emergere l’incapacità di trovare soluzioni condivise, ambiguità e ritardi d’ordine comunicativo oltre a una certa qual perdita di autorevolezza da parte delle Divisione scuola. A volte si viene a conoscenza di informazioni importanti sul funzionamento della scuola tramite i media».

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