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07.08.2019 - 12:290
Aggiornamento : 12:45

Divorziare per l'assistenza? La lente sui funzionari

Il Movimento per il socialismo chiede chiarimenti al Consiglio di Stato e presenta una mozione per una migliore informazione a favore dei richiedenti

LUGANO / BELLINZONA - Il caso - riferito da Tio/20minuti - della coppia che, dopo aver fatto richiesta per l’assistenza sociale, ha ricevuto una missiva dell’Ufficio cantonale per il sostegno sociale che consigliava loro di divorziare, entra anche nel discorso politico.

Sulla singolare vicenda ha preso parola oggi il Movimento per il socialismo (MPS), che ha presentato una mozione e un’interrogazione in merito al Consiglio di Stato. «Richiedere l’assistenza non è di per sé facile, ma se in più ci si ritrova di fronte a un funzionario che fornisce informazioni errate o, peggio, minaccia di espulsione sessantenni e che hanno lavorato decenni in Ticino, la situazione diventa drammatica», scrivono i deputati Arigoni, Lepori e Pronzini, chiedendo che le disposizioni riguardanti il rilascio dell’assistenza vengano pubblicate in una forma comprensibile alla maggioranza della popolazione su un sito web e in opuscolo.

«Quante domande vengono rifiutate?» - In Ticino il tasso di povertà (13%) è cinque volte superiore rispetto a quello di persone in assistenza (2,7%). Il rifiuto nei confronti della coppia, che da decenni vive nel Luganese, non costituirebbe inoltre un unicum secondo l’MPS che cita fra le altre cose altri «casi di persone che hanno lavorato una vita intera a cui viene negata l’assistenza». 

«Dalle testimonianze sembrerebbe che i funzionari incaricati di registrare le richieste di assistenza e informare gli interessati a volte propongano “soluzioni alternative” non proprio ortodosse pur di evitare che il numero di assistiti lieviti», scrivono i deputati chiedendo al Consiglio di Stato di quantificare il numero di casi seguiti mensilmente in media da ogni funzionario e di indicare «chi controlla che le informazioni fornite ai richiedenti di assistenza sociale siano corrette».

«Quante sono le domande inoltrate annualmente dal 2014» e «quante quelle rifiutate e i motivi», chiede inoltre l’MPS all’Esecutivo, invitandolo anche a quantificare i tempi medi che i richiedenti devono attendere per ottenere una prestazione.

Le domande dell'interrogazione

  1. In media ogni funzionario quanti casi d’assistenza segue al mese? Quale è stata l’evoluzione del numero dei casi medi dal 2015 ad oggi? Nello stesso periodo quale è stata l’evoluzione della media a livello svizzero?
  2. Chi controlla che le informazioni fornite ai richiedenti di assistenza sociale siano corrette?
  3. Che formazione ricevono i funzionari che devono registrare le richieste di assistenza e consigliare i richiedenti?
  4. A chi possono rivolgersi – media esclusi – i richiedenti di assistenza sociale che hanno l’impressione di non essere stati informati correttamente? Esiste un ombudsman per questi casi o un’istanza di mediazione?
  5. Quante sono le domande inoltrate annualmente dal 2014, quante quelle rifiutate e i motivi
  6. Quanto devono aspettare in media i richiedenti per ottenere una prestazione a cui hanno diritto? Come si mantengono nell’attesa?
  7. Quanti disoccupati over 50 hanno richiesto l’assistenza dopo aver finito le indennità di disoccupazione senza trovare un nuovo impiego dal 2011 a oggi (media annuale)?
  8. Quanti di questi disoccupati over 50 hanno ritrovato lavoro una volta entrati in assistenza?
  9. I disoccupati over 50 che richiedono l’assistenza devono ritirare e consumare il secondo pilastro prima di ottenere l’assistenza?
  10. Quanti sono i proprietari di immobili a cui è stata negata l’assistenza e quale è il valore mediano degli immobili in questione
  11. Quante sono le coppie a cui è stato consigliato di divorziare per far ottenere l’assistenza a uno dei due coniugi?
  12. Quanti sono gli stranieri con permesso B e C che hanno fatto richiesta di assistenza sociale? A quanti è stata negata e perché?
  13. Quanti stranieri con permesso B e C che hanno fatto richiesta di assistenza sociale sono stati segnalati all’Ufficio della migrazione? A quanti è stato revocato il permesso?
  14. Nell’approfondimento dell’USSI figura questa tabella da cui emerge che il 29,2% dei beneficiari esce dall’assistenza per “rottura di contratto”, un altro 27,8% perché riceve altre prestazioni (avs, ai, prestazioni sociali) e il 15 per “altri motivi”

    - Cosa significa concretamente “interruzione di contratto?
    - Che casi comprende “altri motivi”?
    - Cosa significa concretamente “uscita verso IG LADI”?
    - Le prestazioni ricevute dall’assistenza devono essere rimborsate una volta che l’ex beneficiario ha ritrovato la sua autonomia finanziaria. Anche i beneficiari di AVS, AI, PC e altre prestazioni sociali cantonali sono tenuti a rimborsare le somme ricevute?
  15. Come è calcolato il rimborso mensile se un ex beneficiario ritrova la sua indipendenza finanziaria?
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Commenti
 
Clo 62 4 mesi fa su tio
Il vero problema è che i nostri anziani hanno ancora vergogna a chiedere la complementare all’avs e invece gli stranieri invece sono molto bel informati a come ottenere ogni agevolazione, per non parlare di tutti quelli che hanno un permesso B e ottengono l’assistenza!! Se hai un permesso per lavorare ma non hai più un lavoro torni al tuo paese e basta e invece i soliti bonisti di sinistra non sanno più come regalare soldi
vulpus 4 mesi fa su tio
Quando i funzionari vogliono fare la parte dei politici....
gabola 4 mesi fa su tio
Noi stiamo pensado e facendo i conti di divorziare a tempo debito per l'avs,mei 2 avs complet che un föi da carta
marco17 4 mesi fa su tio
Qui c'è qualcuno che non sa leggere o non sa scrivere. Nella tabella in questione si legge "interruzione contatto" e non "rottura di contratto".
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