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CANTONE
06.06.2019 - 11:120

«Industrie allo sbando e lo Stato che fa?»

Massimiliano Ay e Lea Ferrari sui licenziamenti alla AGIE: «Mantegono i posti di lavoro precari per esercitare pressione al ribasso sui salari e peggiorare le condizioni di impiego»

BELLINZONA - Sul caso di AGIE-Charmilles e i licenziamenti che hanno interessato la ditta nelle ultime settimane si chinano i comunisti con un'interrogazione.

«Sono stati licenziati 14 lavoratori, fra cui residenti ultra-50enni con famiglia a carico - sottolineano Massimiliano Ay e Lea Ferrari -. Vengono mantenuti invece i posti di lavoro precari occupati dagli interinali, così da esercitare una nuova pressione al ribasso sui salari e peggiorare le condizioni di impiego».

Ay e Ferrari ricordano i tagli salariali del 7% promessi nel 2015 «per chi non avesse accettato di lavorare tre ore settimanali in più a gratis». «E dieci anni fa - proseguono ancora i deputati - erano stati licenziati circa un centinaio di lavoratori».

Qui di seguito le domande poste al Governo:

  • Sono stati considerati gli effetti di un’eventuale chiusura dello stabile industriale? Se sì, come si possono quantificare? Se no quando si intende procedere?
  • AGIE-Charmilles ha goduto di sgravi o agevolazioni fiscali negli ultimi dieci anni?
  • Il governo ha valutato la possibilità da parte dell’ente pubblico di rilevare una partecipazione azionaria dell’aziende in questione?
  • Considerato il carattere strategico per il nostro tessuto produttivo dell’AGIE-Charmilles, come valuta il governo la possibilità di intavolare una trattativa con il gruppo Georg Fischer e con le autorità federali nell’ottica di rilevare il sito industriale losonese con la partecipazione del Cantone e della Confederazione rendendolo un’azienda pubblica?
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