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LOCARNO
15.02.2019 - 15:090

Dipendenti «licenziati ingiustamente», scatta l’interpellanza

Fabrizio Sirica e cofirmatari si schierano in sostegno all’appello presentato al Municipio, chiedendo di fare luce sui provvedimenti

LOCARNO - Il caso dei due dipendenti del comune di Locarno licenziati lo scorso anno torna a far discutere. Martedì scorso, 61 dipendenti hanno sottoscritto un appello a favore del reintegro dei due ex colleghi. E oggi - a tre giorni di distanza - ad esprimersi è infine la politica, che interpella l’Esecutivo per fare chiarezza sui provvedimenti in questione.

Schierandosi a sostegno delle maestranze, Fabrizio Sirica e cofirmatari (Pier Mellini, Damiano Selcioni, Simone Beltrame, Mauro Cavalli, Matteo Buzzi e Marko Antunovic) chiedono al Municipio se intenda o meno dar seguito all’appello, motivando l’eventuale rifiuto.

Il duplice provvedimento è stato preso nell’ambito dell’applicazione dell’articolo ROD che disciplina il numero massime di assenze oltre le quali si è licenziabili. A tal proposito, gli interpellanti sottolineano come in entrambi i casi non si sia trattato «di assenteismo o scarsa propensione al lavoro», ma di assenze «dovute ad infortuni professionali». E infatti, proseguono i firmatari, il Municipio non ha messo in discussione né il curriculum professionale, né il lavoro svolto (per quasi due decenni) dagli operai, né tantomeno la validità dei certificati medici presentati.

«A cosa è dovuto questo drastico cambio di rotta nella gestione del personale?», chiedono inoltre Sirica e firmatari, ponendo la lente tanto sulla «freddezza» con cui il Municipio ha gestito i due licenziamento quanto sulla figura del nuovo responsabile della gestione del personale.

Le domande dell'interpellanza

  1. Il Municipio intende dar seguito all’appello lanciato dai dipendenti? Se no, per quale motivo?
  2. Il Municipio ha tenuto in considerazione l’aspetto umano e i rischi psicosociali ai quali sottopone i due dipendenti freddamente licenziati?
  3. Il responsabile della gestione del personale, prima dell’arrivo del nuovo direttore delle risorse umane, è mai intervenuto, ad esempio con colloqui per capire le cause degli infortuni e, più in generale, le problematiche di salute? Se no, per quale motivo?
  4. C’erano dubbi sulla possibilità per i due operai di tornare a svolgere le loro mansioni? Se sì, è stato valutato un accompagnamento verso gli uffici competenti (domanda di invalidità)?
  5. A cosa è dovuto questo drastico cambio di rotta nella gestione del personale? È una strategia voluta dal nuovo direttore del personale?
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