CANTONE
24.05.2013 - 11:030
Aggiornamento : 24.11.2014 - 07:12

"Trattato da schiavo in un'azienda agricola ticinese"

La denuncia di un operaio 64enne

BELLINZONA - La denuncia è di quelle forti. Maltrattamento sul posto di lavoro, falsificazione dei documenti e lavoro nero. Ad accusare tutto questo è un operaio di 64 anni, italiano, impiegato presso un'azienda agricola ticinese che ha anche la qualifica di azienda "sociale", cioè in grado di ospitare detenuti o persone in difficoltà sociale in cambio di contributi da parte del Cantone.

A dare la notizia è Area, il quindicinale di critica sociale e del lavoro che con un articolo e un editoriale nel suo ultimo numero riporta il caso dell'operaio "Giacomino". "Chi ero io? Ol rotàm Giacomin. Un rottame e come me lo erano anche tutti i miei colleghi. Così ci chiamava il nostro “padrone” per toglierci il valore di essere umani e al contempo la dignità", così l'operaio descrive sul quindicinale il suo calvario nell'azienda. La sua denuncia è stata presentata al Ministero pubblico, con i fatti che vanno da maggio 2011 ad oggi.

 

La denuncia - In cerca di lavoro, l'operaio approda in Svizzera, pronto a darsi da fare, per la sua famiglia e i suoi figli. Secondo il suo racconto, il 64enne inizia a lavorare sette giorni su sette, dalle 8 alle 23.30-24, parla di condizioni di lavoro disumane, da schiavo. Sbeffeggiato, lavora in cucina dove da solo deve preparare fra i 50 e i 60 coperti a pasto, con alimenti di scarsa qualità o scarti destinati a uso animale. Le stesse condizioni sono riservate anche ad altri impiegati: "noi dipendenti venivamo maltrattati, umiliati, insultati e regolarmente chiamati “rottami” anche di fronte ai clienti".

 

L'operaio parla anche di castighi che spesso si risolvevano in ore straordinarie di lavoro. Non solo, il 64enne è costretto a dormire in un sottotetto "senza porta dove chiunque poteva entrare e uscire e da dove gli sparivano gli oggetti personali. Senza privacy, senza mobilio, con un letto e basta, niente servizi igienici".

Il tutto per una busta paga di 1.585 franchi lordi, ma in realtà secondo la denuncia, all'inizio il lavoro era in nero, poi passa ad un contratto del 50%, nonostante il lavoro fosse a tempo pieno con straordinari.

Alla fine, il 64enne rinuncia e lascia l'azienda.

 

Nella sua denuncia, l’uomo precisa di aver subito la perdita di guadagno ed un esaurimento psico-fisico.

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