«L'assicurazione dentaria obbligatoria è una doppia tassa»

Costosa, sproporzionata e penalizzante per cittadini, imprese e finanze pubbliche: in conferenza stampa i perché dei no alla misura.
Costosa, sproporzionata e penalizzante per cittadini, imprese e finanze pubbliche: in conferenza stampa i perché dei no alla misura.
LUGANO - Il comitato «No all’iniziativa sulle cure dentarie», composto da esponenti di PLR, UDC, Lega e Centro, oltre a rappresentanti del mondo economico e delle associazioni di dentisti, ha presentato oggi in conferenza stampa le ragioni della propria opposizione all’introduzione di un’assicurazione dentaria obbligatoria, in votazione il 14 giugno come iniziativa popolare "per il rimborso delle cure dentarie". Secondo il comitato, la proposta risulta costosa, sproporzionata e comporterebbe una doppia imposizione per i cittadini.
Alla base della posizione vi è la convinzione che il problema dell’accesso alle cure dentarie esista, ma sia limitato a una minoranza della popolazione e già affrontato con strumenti mirati. «Non vogliamo minimizzare il problema, ma i dati mostrano chiaramente che è circoscritto e già oggi affrontato con strumenti mirati», ha dichiarato Maurizio Augustoni, granconsigliere de Il Centro.
In questo contesto, l’introduzione di un sistema generalizzato viene considerata una risposta eccessiva. Anche perché, come sottolineato da Matteo Quadranti, granconsigliere PLRT, il settore dentario rappresenta uno dei pochi ambiti sanitari in cui i costi sono rimasti sotto controllo nel tempo: «Le cure dentarie sono uno dei pochi ambiti della sanità in cui i costi sono rimasti sotto controllo negli ultimi vent’anni».
Tra le principali preoccupazioni vi è l’impatto diretto sui cittadini. «Questa iniziativa significa meno salario disponibile a fine mese per i cittadini ticinesi», ha affermato Raffaella Zucchetti, granconsigliera della Lega, evidenziando come il nuovo contributo obbligatorio ridurrebbe ulteriormente il potere d’acquisto, colpendo in particolare il ceto medio e le fasce di reddito medio-basse.
Il comitato richiama inoltre l’attenzione sulle conseguenze per le finanze pubbliche. «Parliamo di un costo annuo fino a 150 milioni di franchi, con un impatto importante sulle casse pubbliche, già prevedono perdite milionarie nei prossimi anni», ha dichiarato Raide Bassi, deputata UDC in Gran Consiglio, segnalando anche il rischio di un aumento della burocrazia e della complessità amministrativa.
Contraria all’iniziativa anche la categoria dei dentisti. «La nostra contrarietà nasce dalla volontà di tutelare un sistema che ha dimostrato di essere efficace, equo e sostenibile», ha spiegato Plinio Rondi, medico dentista e presidente della Società Svizzera Odontoiatri SSO-Ticino, mettendo in guardia dai possibili effetti negativi sul rapporto tra medico e paziente e sulla qualità delle cure.
Secondo gli specialisti, un ruolo centrale è svolto dalla prevenzione. «Se i costi vengono socializzati, diminuisce l’incentivo individuale alla prevenzione», ha osservato Gabriella Benaglia, igienista dentale e presidentessa della Swiss Dental Hygienist Ticino, evidenziando il rischio di compromettere un modello che ha dato risultati concreti nel tempo.
Anche il confronto internazionale invita alla cautela. «Nei Paesi con sistemi simili, l’accesso non è migliore e i costi sono spesso più elevati», ha affermato Lorenzo Reali, medico dentista e membro del comitato centrale della SSO Svizzera, ricordando come iniziative analoghe siano già state respinte in diversi cantoni.
Dal punto di vista economico, infine, le imprese temono ripercussioni sulla competitività. «Questa proposta aumenta i costi del lavoro e mette a rischio la competitività del nostro Cantone», ha dichiarato Nicoletta Casanova, presidentessa dell’AITI, sottolineando i possibili effetti su occupazione e crescita.
Alla luce di queste considerazioni, il comitato invita la popolazione a respingere l’iniziativa, sostenendo che la soluzione non sia una nuova tassa generalizzata, ma il rafforzamento degli strumenti già esistenti a favore di chi ne ha realmente bisogno.




