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Dipendenti cantonali soddisfatti? «I dati dicono altro»

Lo sostiene il Comitato ErreDiPi, che fa notare alcuni segnali di malcontento.
Tipress
Fonte Comitato ErreDiPi
Dipendenti cantonali soddisfatti? «I dati dicono altro»
Lo sostiene il Comitato ErreDiPi, che fa notare alcuni segnali di malcontento.

BELLINZONA - Nelle scorse settimane il Consiglio di Stato ha pubblicato il rapporto statistico di Ismat Group sulla soddisfazione lavorativa del personale dell'Amministrazione cantonale. Ma per il Comitato dell'associazione ErreDiPi (Rete per la Difesa delle Pensioni) quanto dichiarato dall'Esecutivo rispetto ai risultati dello studio non rispecchia in toto la realtà.

«Secondo il Consiglio di Stato "i risultati confermano in generale un’alta soddisfazione tra i collaboratori dell’Amministrazione cantonale e degli istituti scolastici"», viene premesso nell'odierno comunicato. «Per il Governo è particolarmente significativo il dato relativo al fatto che la grande maggioranza dei e delle dipendenti si dichiari soddisfatta del proprio posto di lavoro e orgogliosa di lavorare per lo Stato. Ma per noi i dati dicono (anche) altro».

Alcuni iceberg, per l'ErreDiPi, lasciano vedere qualche punta:

    • il 59% del personale si sente sovraccaricato dal punto di vista dell’onere lavorativo
    • 300 persone dichiarano episodi di discriminazione, isolamento o attacchi personali, spesso con frequenza almeno mensile.
    • solo il 44% ritiene che esistano reali possibilità di crescita professionale
    • il 43% non è soddisfatto della propria retribuzione e il 55% ritiene che l’impegno non sia adeguatamente riconosciuto

«Se si considera poi che la metà dei/delle dipendenti - probabilmente i più malcontenti - non ha risposto nonostante i ripetuti inviti, c'è poco da stare allegri», osserva il Comitato. «Secondo noi il sondaggio ISMAT 2025 non descrive un’organizzazione semplicemente “soddisfatta”, ma una realtà attraversata da tensioni significative che richiedono interventi strutturali. Perché ignorare o minimizzare questi segnali significherebbe rinunciare a un’opportunità concreta di miglioramento dell’Amministrazione e delle condizioni di lavoro del suo personale».

Alla luce di queste considerazioni, per il Comitato ErreDiPi «è indispensabile procedere a un’analisi più approfondita dei dati, introducendo sistematicamente analisi incrociate per genere, età, anzianità, percentuale d’impiego, funzione e servizio. In questo senso, sarebbe fondamentale poter disporre dei dati grezzi in forma anonimizzata, al fine di garantire trasparenza e permettere comunque ulteriori valutazioni indipendenti.

Il rapporto, in definitiva, indica «la necessità di approfondimenti aggiuntivi attraverso workshop o focus group con il personale. È quindi essenziale chiarire se tali momenti siano già stati pianificati, secondo quali criteri verranno selezionati i partecipanti e i servizi coinvolti, e in che modo i risultati saranno restituiti pubblicamente. Senza queste garanzie, il rischio è che tali iniziative restino episodiche e non producano un reale cambiamento».

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