La difesa: «Niente truffa, l’imputato deve tornare a casa stasera»

Alla sbarra l'uomo delle auto d'epoca. Chiesta la scarcerazione e parla di «colpa contenuta». L'imputato: «Un truffatore non si comporta così».
LUGANO - «L’impianto accusatorio non regge». È la tesi della lunga arringa dell’avvocato di fiducia David Simoni. Per il difensore del 55enne a processo alle Assise criminali di Lugano, non siamo in presenza «di un meccanismo fraudolento né di una sottrazione sistematica». I clienti «avevano accesso diretto alle informazioni» e «partecipavano alle operazioni».
«Deve tornare a casa stasera» - Il legale è entrato nel dettaglio del corposo atto d’accusa e dei capi d’imputazione. La difesa ha concluso chiedendo una pena contenuta, con il beneficio della sospensione condizionale. «L’imputato sia rimesso in libertà al termine del dibattimento – ha precisato il legale – e possa quindi tornare a casa stasera dai suoi cari, dopo aver già pagato un prezzo importante». L’uomo è in carcere dal 22 agosto 2024.
«Non è un soggetto incline alla devianza» - Secondo la difesa, dell’impianto accusatorio «resistono» al più, e solo in parte, i reati di appropriazione indebita in forma semplice e di amministrazione infedele, anch’essa in forma semplice (con rinvio al giudizio del foro civile). Il legale ha inoltre sottolineato come «non vi sia alcuna evidenza di un’intenzione di arricchimento personale illecito né di una volontà di ledere gli interessi dei clienti». Il consulente fiscale «è incensurato» e, secondo Simoni, «un professionista con una carriera riconosciuta presso istituti di primo livello. Non è un soggetto incline alla devianza. Ha tenuto un comportamento processuale corretto, senza atteggiamenti ostruzionistici né sottrazioni di documenti».
L'imputato: «Ricostruzione temeraria» - Ha poi preso la parola l’imputato, contestando le accuse: «Sono stato descritto come un truffatore, un bugiardo seriale, una persona scaltra e priva di scrupoli. Un’immagine capovolta di me». Una ricostruzione definita «temeraria». E ancora: «È stata sottolineata la mia presunta mancata collaborazione. Ma cosa avrei dovuto fare? Dichiararmi colpevole di reati non commessi?».
«Un truffatore non agisce così» - E ancora: «Sono stato descritto come un imputato difficile perché ho resistito alle pressioni e alla carcerazione preventiva. Cercavano una confessione, ma vi sono solo indizi e nessuna prova. Non ho mai agito con l’intenzione di appropriarmi dei fondi dei clienti. Un truffatore non agisce così». Infine, ha manifestato la volontà di «sistemare le situazioni debitorie attraverso accordi. Voglio chiudere la vicenda». La sentenza è attesa per le 17.
La richiesta dell’accusa - L’accusa, lo ricordiamo, ha chiesto una pena di 8 anni e 10 mesi. È stata domandata anche l’espulsione per 10 anni dalla Svizzera. L’uomo avrebbe gestito ingenti somme di denaro per conto di clienti, dirottandole verso interessi propri. Diversi i metodi utilizzati: tra questi, anche obbligazioni emesse dalla sua società e comprate da un fondo. E, proprio all’interno di questo fondo, l’uomo avrebbe investito il denaro dei clienti senza rispettare le regole e le cautele richieste, cioè senza agire con la dovuta attenzione e responsabilità.




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