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Da Faido a Leontica, 24 ore di follia: tutti i dettagli

I movimenti dell'uomo che tra giovedì e venerdì ha seminato il panico nell'Alto Ticino. La Polizia Cantonale fa il punto della situazione.
Da Faido a Leontica, 24 ore di follia: tutti i dettagli
Ti-Press
Da Faido a Leontica, 24 ore di follia: tutti i dettagli
I movimenti dell'uomo che tra giovedì e venerdì ha seminato il panico nell'Alto Ticino. La Polizia Cantonale fa il punto della situazione.

FAIDO/ LEONTICA - Giovedì sera, attorno alle 20, ha sparato all'ex moglie degente all'ospedale di Faido. E l'ha di fatto uccisa con una pistola, presumibilmente silenziata. Poi si è spostato in Valle di Blenio, dove viveva. E 24 ore dopo, a Leontica, ha fatto esplodere la casa di un famigliare in cui si era rifugiato, ferendo alcuni poliziotti del reparto interventi speciali. I resti del 59enne bleniese, protagonista di una parabola folle, sono stati trovati tra le macerie.

Le domande di molti
Ma come è possibile che sia stato latitante per così tante ore dal momento che alcuni abitanti di Acquarossa l'avevano visto muoversi in maniera agitata poche ore dopo avere sparato alla moglie? E perché la Polizia Cantonale, sapendo che c'era un uomo armato a piede libero, non ha diramato un avviso urgente a tutta la popolazione? Domande a cui oggi, lunedì 13 luglio, si cerca di dare una risposta presso la Centrale Comune di Allarme di Bellinzona.

«Con l'esplosione di Leontica – esordisce il tenente colonnello Lorenzo Hutter – il bilancio della tragedia sarebbe potuto anche essere peggiore. Esprimo la nostra vicinanza a chi è direttamente colpito da questo dramma. Ringrazio anche tutti i professionisti che hanno partecipato a questa operazione».

Tio.ch/ PMDa sinistra: Lorenzo Hutter, Alberto Marietta e Andrea Cucchiaro.

La donna trovata in fin di vita
Prende poi la parola Alberto Marietta, capitano della Polizia giudiziaria. «Tutto inizia giovedì sera verso le 20.10. Alla nostra centrale viene segnalata una donna in una pozza di sangue trovata nei pressi della clinica di Faido. Dal personale dell'ospedale ci viene indicato che nel pomeriggio la donna aveva ricevuto la visita di un uomo. Non molto di più. Poi grazie alla videosorveglianza abbiamo capito che l'uomo era l'ex marito da cui era separata da circa 20 anni. A quel momento è partita la raccolta di informazioni sull'autore, con diverse perquisizioni effettuate durante la notte nei luoghi frequentati abitualmente dal 59enne. Nella notte tra giovedì e venerdì abbiamo interrogato una quindicina di persone».

La svolta
Verso le 14.15 di venerdì la polizia trova il veicolo dell'autore in un bosco nella zona di Acquarossa, a circa 200 metri dalla sua abitazione di Leontica. «La svolta – puntualizza Marietta – arriva verso le 19. Con la segnalazione di alcuni colpi di arma da fuoco presso una casa non lontana dal domicilio del presunto autore». Lì avviene l'esplosione. E tra le macerie verranno poi ritrovati i resti dell'uomo. «L'inchiesta ha stabilito che c'è stata almeno un'altra persona sentitasi in serio pericolo in questa situazione. Persona che è stata presa a carico dalla polizia e messa sotto protezione».

«Forse era una trappola»
Andrea Cucchiaro, responsabile del reparto interventi speciali, che torna al ferimento delle teste di cuoio. «È stata una questione di centimetri, di dettagli. È una fortuna che quei poliziotti siano ancora vivi. Dopo la segnalazione di alcuni spari, il nostro team ha cercato di identificare la casa in cui l'uomo si trovava. Poco dopo l'entrata nell'abitazione da parte dei nostri agenti è esploso tutto. Due agenti sono restati fuori. Un agente è finito sotto le macerie. E altri due sono rimasti intrappolati in un localino. Per trarli in salvo sono serviti dieci minuti, sempre con l'idea che il 59enne fosse ancora vivo e potesse commettere altre azioni. La nostra ipotesi è che quella fosse una trappola, che l'uomo volesse attirare qualcuno in quella casa sparando quei colpi a vuoto. Forse voleva attirare proprio noi della polizia. Di fatto è stata ritrovata una carica inesplosa. Ed è stato ritrovato anche un innesco con un detonatore elettrico».

Allerta "solo" circoscritta
Ma perché la polizia non ha diramato un'allerta giovedì sera a tutta la popolazione? In fondo nessuno poteva realmente sapere cosa avesse in mente l'uomo in questione. «La procedura vuole che prima si contattassero le persone vicine – commenta Marietta –. È stato fatto un lavoro capillare. Non si voleva seminare il panico. Abbiamo ponderato la situazione in base agli elementi in nostro possesso in quel momento». Il 59enne in questione aveva delle armi regolarmente registrate. «Al momento non sappiamo come si sia procurato l'esplosivo», sottolinea Marietta.

Come anticipato da tio.ch la vittima sui social aveva a più riprese parlato di narcisismo. E in una frase specifica aveva fatto capire di avere chiesto anche aiuto, invano. «Seguiremo anche questa pista».

Le ultime indiscrezioni
Intanto, in maniera ufficiosa, trapelano nuove indiscrezioni. Stando ad alcuni conoscenti il 59enne, titolare di un'azienda che si occupava di manutenzione ordinaria e della riparazione degli impianti a fune per trasporto di materiale e persone, stava vivendo anche un momento economico delicato. Si sarebbe dovuto presto recare a Faido per un pignoramento. In precedenza aveva subito un pignoramento fruttuoso: in pratica lavorava e guadagnando più del minimo vitale gli venivano detratti soldi per pagare i precetti esecutivi in atto.

Tio.ch aveva accennato anche a una presunta malattia dell'uomo. «Anche noi abbiamo ricevuto testimonianze in tal senso. Approfondiremo», ammette Marietta.

L'imminente morte per malattia terminale del 59enne avrebbe aperto una disputa con l'ex moglie sulla questione dell'eredità, con la donna ad avere delle pretese che l'uomo non intendeva esaudire. Insomma, restano tanti gli elementi da chiarire su questa vicenda.

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