Animali assurdi e nomi sbagliati, se il libro per bimbi lo disegna l'IA: «Fenomeno che preoccupa»

Cominciano ad apparire sugli scaffali e chi non ci fa troppa attenzione potrebbe acquistarne uno, con conseguenze spiacevoli. La preoccupazione degli illustratori e i consigli dell'Istituto svizzero media e ragazzi (ISMR).
LUGANO - Come si dice, a caval donato non si guarda in bocca. Tutto vero ma, malgrado ciò, osservando i libri illustrati che i nonni hanno portato a casa dal mare in regalo per il loro adorato nipotino, mamma Dania*, qualche domanda se la pone.
«Sin da quando li ho avuti per le mani e ho iniziato a sfogliarli ho avuto una strana sensazione», conferma, «come se fra le immagini e il testo ci fosse qualcosa che non andava, che non fossero collegati». A un'occhiata più attenta, i nodi iniziano a venire al pettine: nomi di animali sbagliati, concetti sghembi, uno stile grafico che cambia di pagina in pagina o anche all'interno della stessa pagina. Un miscuglio caotico un po' folle che porta subito alla mente le stranezze bislacche generate dall'AI.
Sfogliandolo assieme al figlio, le incongruenze continuano a moltiplicarsi: «In una pagina viene mostrato l'interno di una casa che non ha nessun senso per quanto riguarda la posizione di mobili e situazioni, ci sono animali completamente sbagliati e situazioni incredibili, tipo volpi che vivono sottoterra, ornitorinchi che sembrano ratti col becco, veicoli agricoli incredibili… A nostro figlio, va detto, la cosa diverte molto e si fa delle grandi risate a trovare tutte le stranezze, ma per quanto mi riguarda non è lo scopo di questo tipo di libro».
A nulla vale cercare il nome dell'autore: non è indicato da nessuna parte sulla copertina, c'è solo l'editore. «Cercando sul web si trova un sito pieno di volumi, tutti con lo stesso aspetto grafico. Non ho la certezza che siano stati fatti con l'intelligenza artificiale ma non è il primo libro di questo tipo che ci capita fra le mani. Immagino sia ormai una tendenza diffusa per quanto riguarda i libri illustrati per bambini che forse vengono considerati prodotti un po' “minori” e la cui qualità, tutto sommato, viene ritenuta trascurabile. Per chi come me è cresciuta con opere disegnate a mano, curate sotto ogni aspetto anche nelle edizioni più economiche, fa un po' male pensare che questo è il futuro che ci aspetta».
E, a essere preoccupati sono anche gli illustratori che - con quei disegni, e con quei libri - ci campano: «Guardiamo al fenomeno con apprensione», ci conferma il Collettivo Illustrazione Ticino che conosce (e riconosce) la diffusione del fenomeno: «Per ora si tratta di opere molto riconoscibili: hanno un'uniformità di stile patinato e impersonale, questo perché spesso chi le crea non ha nessuna formazione o sensibilità artistica, né le conoscenze tecniche per compilare un buon prompt».
Il risultato è quello sopra evidenziato, un pasticcio in stile “slop”, come viene chiamato in gergo: «anche i testi sono banali, colmi di errori e ripetizioni. I contenuti sono esplicativi e ci sono incongruenze nella costruzione dell'intreccio». Un altro indizio, utile per smascherarli: «non ci sono i nomi degli autori o, se ci sono, sono chiaramente fittizi e facilmente smascherabili con una ricerchina sul web. Nonostante questo, purtroppo, non tutti hanno gli strumenti per riconoscerli e valutarne la qualità - o non hanno la voglia di farlo».
Per gli illustratori il problema è duplice: da un lato l'AI lavora perpetrando attivamente «un furto» perché «si nutre di contenuti esistenti creati da mani e menti umane recuperate sul web» e quindi danneggiando illustratori umani che hanno usato «il proprio bagaglio artistico frutto di anni di lavoro, le proprie conoscenze della vita, le proprie emozioni e le proprie imperfezioni per creare opere uniche e diverse. Basta guardare le opere del nostro collettivo: non troverete due stili uguali».
Dall'altro, il suo utilizzo indiscriminato e disattento, si ripercuote anche sui piccoli lettori: «I libri per l'infanzia hanno sempre avuto il ruolo di preparare i bambini alle problematiche della vita reale, come l'affrontare per la prima volta delle paure, dei pericoli (il lupo cattivo) o comprendere la ricchezza della diversità accompagnati dalla voce di un genitore che legge. Riempire cartelloni pubblicitari, video assurdi, musica mixata o scaffali di libri creati con IA riduce l'elasticità di pensiero e di conseguenza mette a repentaglio anche le capacità empatiche, il pensiero critico, la libertà».
L'invito, è quindi quello di «essere consapevoli di cosa sia l'A, capire come funziona, informarsi, essere coscienti dell'impatto che il suo uso sconsiderato ha su certe professioni e sull'ambiente. Il nostro consiglio è di mantenere un occhio critico, di essere curiosi e aperti alla meraviglia».
Come è bene comportarsi, e a cosa è necessario fare attenzione quando si acquista un libro per l'infanzia e, nel caso sia stato realizzato (male) con l'AI, quali correttivi vanno messi in atto, anche tenendo conto delle bimbe e dei bimbi che li leggeranno? Lo abbiamo chiesto a Fosca Garattini Salamina, direttrice Istituto svizzero media e ragazzi (ISMR) per la Svizzera italiana.
In genere i libri illustrati per bambini, soprattutto quelli didattici, hanno una certa autorità per quanto riguarda i contenuti. In prodotti come quello che ci descrive la nostra
lettrice, le regole base vengono un po' a cadere. Il bambino si trova un po' in situazione di corto-circuito, con un testo che da informazioni visive e testuali fondamentalmente errate che ogni volta vengono corrette da mamma e papà in fase di lettura. Qual è il vostro pensiero a riguardo?
Nel caso di libri in cui testi o le cui illustrazioni siano stati presumibilmente realizzati con l’aiuto dell’IA, è consigliabile una lettura condivisa e attenta. Genitori, nonni e altre persone di riferimento possono porre insieme ai bambini alcune domande critiche: le informazioni presentate sono corrette? Alcune immagini appaiono illogiche o incoerenti? L’immagine corrisponde al testo?
Una lettura accompagnata di questo tipo, aiuta a sviluppare una maggiore sensibilità verso possibili errori e incongruenze. Offre inoltre l’occasione per parlare dell’IA in modo adeguato all’età, per rafforzare le competenze mediali dei bambini e sviluppare il proprio pensiero critico.
Resta tuttavia fondamentale che la responsabilità di garantire contenuti corretti, accuratamente verificati e adatti all’infanzia ricada sugli editori e sugli adulti responsabili, non sui bambini. Le nostre formazioni continue e in generale la sensibilizzazione che il nostro Istituto rivolge al pubblico adulto, punta proprio a dare un sostegno tangibile in questo senso.
Dal vostro osservatorio è già emerso qualcosa su questa tipologia di volumi?
In linea generale, il nostro Istituto – ISMR segue con attenzione gli sviluppi legati all’impiego dell’intelligenza artificiale nell’ambito dell’editoria per l’infanzia e adolescenza. Peraltro, l’IA sarà anche il tema del nostro convegno annuale a Zurigo.
Siamo consapevoli che l’uso dell’IA nei testi e nelle immagini sia sempre più difficile da riconoscere: la tecnologia ha raggiunto un livello avanzato e continua a evolvere rapidamente.
Detto ciò, l’ISMR privilegia naturalmente case editrici e opere per l’infanzia realizzate senza il ricorso all’intelligenza artificiale bensì con la creazione artistica di illustratori e autori. Siamo dell’avviso che se l’IA viene impiegata, l’editore lo dovrebbe dichiarare in maniera trasparente – specificando anche in quale forma e in che misura sia stata impiegata.
Quali consigli vi sentite di dare a nonni e genitori?
Nel caso in cui si voglia acquistare il libro, l’invito è quello di affidarsi a librerie di fiducia, dove le opere vengono selezionate secondo criteri di qualità. Altrimenti trovo sia sempre arricchente frequentare le biblioteche per ragazzi, piuttosto che quelle cittadine e scegliere insieme al proprio figlio o nipote il libro più consono alla sua età e interessi. Inoltre, sul sito web del nostro Istituto - www.ismr.ch - proponiamo ogni mese consigli di lettura e recensioni di libri la cui qualità è appurata.
*nome noto alla redazione



