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LUGANO

L'astronauta di Lugano ha raggiunto la Luna

Astro Credy On The Moon, Yuri Catania pensava di non farcela
L'astronauta di Lugano ha raggiunto la Luna
Yuri Catania
L'astronauta di Lugano ha raggiunto la Luna
Astro Credy On The Moon, Yuri Catania pensava di non farcela

LUGANO - A Lugano la Luna è già stata raggiunta, almeno simbolicamente. Con “Astro Credy On The Moon”, l’opera di Yuri Catania sulla sede di Credinvest Bank cambia volto e significato, passando da un “To the Moon” del 2025 a un “On the Moon”, nel 2026. «È un cammino durato 422 giorni», spiega l’artista, «un omaggio e allo stesso tempo un auspicio alla missione Artemis, in cui sarà proprio una donna a tornare sulla Luna».

La figura centrale resta un’astronauta donna, scelta non casuale. «La mia “Astro Girl” è una provocazione artistica», racconta Catania, «volevo scardinare gli stereotipi legati all’estetica femminile e raccontare una figura forte ma anche gentile ed elegante. Le mie astronaute sono pioniere». Una scelta che si lega anche a una visione più ampia. «La scienza riconosce che le donne hanno caratteristiche ideali per le missioni spaziali di lunga durata».
L’opera, che si estende su oltre 550 metri quadrati di superficie vetrata, rappresenta anche una sfida tecnica senza precedenti. «A un certo punto ho pensato che non fosse possibile», ammette, «la carta e la colla tradizionali non funzionavano sul vetro». La soluzione è arrivata grazie alla collaborazione con Tipack e all’utilizzo di materiali innovativi. «Abbiamo sviluppato tecnologie che permettono un effetto visivo impeccabile senza togliere luce o funzionalità all’edificio».

Il vetro, infatti, non è solo un supporto, ma parte integrante del linguaggio dell’opera. «Ha influenzato moltissimo il significato», spiega l’artista, «perché crea un dialogo continuo tra interno ed esterno». Non a caso il progetto prosegue anche dentro l’edificio, dove uno spazio è stato trasformato in un ambiente immersivo. «È un ecosistema visivo in cui tutto si fonde». Portare un intervento di questo tipo su un edificio bancario significa anche mettere in relazione mondi diversi. «Non mi sento un infiltrato», dice Catania, «mi sento un ponte. L’arte, l’architettura e la visione aziendale possono convergere per ispirare le persone».
“Astro Credy” è però anche un’opera che accetta la propria natura temporanea. «Per me l’arte che dura poco vale di più», afferma, «perché segue il ciclo della vita: nasce, cresce e poi svanisce». Ma la scomparsa non è una fine definitiva. «Se la materia fisica ha una fine, l’opera continua a vivere nel ricordo delle persone e anche nello spazio digitale, grazie alla realtà aumentata e alla tokenizzazione».
Chi entra nella sede della banca è chiamato a vivere questa esperienza. «Vorrei che le persone portassero via una connessione», conclude l’artista, «una connessione umana, perché l’opera è stata anche un processo collettivo, e una connessione con la natura, che non dobbiamo perdere». A Lugano, intanto, quella connessione ha già preso forma, anche se è destinata a trasformarsi.

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