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«Vuoi lavorare in Svizzera per noi? Certamente, ma prima versa un piccolo anticipo»

E se non lo fai, iniziano le minacce. La truffa, diffusa soprattutto in Lombardia, è particolarmente elaborata. Ecco come funziona.
Keystone - ATS / Ti-Press
Fonte La Provincia
«Vuoi lavorare in Svizzera per noi? Certamente, ma prima versa un piccolo anticipo»
E se non lo fai, iniziano le minacce. La truffa, diffusa soprattutto in Lombardia, è particolarmente elaborata. Ecco come funziona.

SONDRIO - Offerte di lavoro in Svizzera, con stipendi fino a 4'500 euro al mese (alloggio incluso), stanno circolando online e sui social, attirando numerosi candidati italiani abituati – per le medesime mansioni – a stipendi nettamente più bassi.

In realtà, rivela un recente reportage de La Provincia, che ha raccolto diverse segnalazioni da parte dei suoi lettori: in molti casi si tratta di una truffa ben organizzata che sfrutta la ricerca di impiego oltreconfine da parte dei residenti in Lombardia.

Tornando agli annunci truffaldini, questi promettono «assunzioni immediate» come operai, camerieri o personale d'hotel, con salari compresi tra circa 3'300 e 4'800 euro mensili. Queste proposte vengono postate sul web, sui siti di annunci, ma anche in gruppi social o messaggi diretti.

Oltre ai salari vengono descritte in maniera dettagliata le condizioni di lavoro, turni, benefit e anche le tipologie e possibilità di alloggio, in Ticino ma anche in città Oltregottardo.

Dopo il primo contatto, che avviene sia via mail sia via WhatsApp, i presunti datori “agganciano” la vittima e inviano documenti che sembrano ufficiali: contratti di lavoro, moduli da compilare e indicazioni sulle procedure per trasferirsi in Svizzera.

I colloqui si svolgono online e vengono presentati come brevi incontri conoscitivi. I candidati raccontano di conversazioni «apparentemente professionali», durante le quali gli interlocutori spiegano il ruolo, descrivono la struttura alberghiera o l’azienda e illustrano tempi e modalità dell’assunzione. In alcuni casi viene persino anticipata la data di inizio del lavoro.

Ed è proprio il faccia a faccia - caratterizzato da toni caldi e familiari - scrive il quotidiano comasco, a rafforzare il convincimento degli aspiranti candidati che non hanno modo alcuno di sospettare la fregatura. Le comunicazioni sono spesso scritte in un italiano corretto e accompagnate da documenti dettagliati. Durante i colloqui vengono citati luoghi e realtà esistenti e plausibili.

Ecco però che arriva la richiesta di denaro: in una fase successiva, infatti, ai lavoratori viene chiesto di versare alcune centinaia di euro, in genere tra 200 e 300, per presunte spese amministrative, pratiche di immigrazione o costi legati alla gestione del contratto.

In altri casi il pagamento viene presentato come una cauzione per l’alloggio o come una quota necessaria per avviare le procedure di assunzione. Una volta effettuato il bonifico il sedicente datore scompare nel nulla.

In caso di tentennamenti, è capitato che i truffatori alzassero la pressione con finte mail ufficiali firmate “Swiss Immigration” e “Camera del lavoro europea” che paventano un bando dalla Svizzera «per due anni» come «persona non gradita».

Ovviamente è tutto falso, ma – purtroppo – per chi non conosce la realtà svizzera o magari è giovane e alle prime esperienze può essere abbastanza per l'invio del gruzzoletto. Dopodiché, già si sa come le cose andranno a finire.

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