Rustici da tutelare, il Centro: «Non congeliamo il paesaggio»

Il partito propone modifiche al PUC-PEIP senza bloccare il riuso degli edifici rurali.
BELLINZONA - La tutela dei rustici e, più in generale, del patrimonio edilizio rurale ticinese resta un obiettivo centrale, ma le norme che regolano gli interventi su questi edifici potrebbero e dovrebbero essere rese più flessibili. È questa, in sintesi, la posizione del Centro nell’ambito della consultazione relativa alla variante di aggiornamento del Piano di utilizzazione cantonale dei paesaggi con edifici e impianti protetti (PUC-PEIP). Il partito ha infatti trasmesso al Dipartimento del territorio le proprie osservazioni sul progetto.
Nella nota diffusa, il Centro fa sapere di aver accolto con favore l’intenzione del Consiglio di Stato di aggiornare le disposizioni che disciplinano gli interventi sui rustici fuori zona edificabile. Uno strumento che negli ultimi anni ha dimostrato la propria importanza nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio edilizio rurale, ma che in sede di applicazione ha evidenziato anche una certa rigidità.
Secondo il partito, la revisione proposta rappresenta «un passo nella giusta direzione», ma «vi è ancora margine di miglioramento». Nel documento trasmesso al Dipartimento del territorio il Centro propone quindi alcuni adeguamenti puntuali. In particolare, si chiede di facilitare il cambiamento di destinazione di parti degli edifici - ad esempio stalle e locali agricoli annessi -, di garantire maggiore flessibilità negli interventi interni, purché siano rispettate le caratteristiche essenziali dell’edificio e del paesaggio, e di evitare che la disciplina degli spazi esterni si trasformi in un ulteriore fattore di rigidità.
Per il Centro l’obiettivo deve essere quello di «tutelare il paesaggio ma al tempo stesso permettere il recupero e il mantenimento in uso degli edifici esistenti», come i rustici. Una tutela che, sottolinea il partito, «non può tradursi in un congelamento degli edifici». Al contrario, occorre favorire il recupero per «preservare un patrimonio storico e culturale unico, sostenere l’economia locale e le imprese artigiane e mantenere vivi i territori di montagna e le regioni periferiche».
Da qui l’auspicio che il Dipartimento del territorio prosegua il lavoro di aggiornamento del PUC-PEIP in uno spirito di dialogo e collaborazione con Comuni, Patriziati, proprietari e gli altri attori del territorio.



