Prezzo del carburante, la gente è preoccupata: il video

I primi effetti del conflitto tra USA, Israele e Iran si stanno ripercuotendo sui consumatori. E in molti si chiedono cosa ci aspetta nelle prossime settimane.
LUGANO - Aumenti in media attorno ai 5 centesimi al litro per quanto riguarda la benzina. E di circa 10 centesimi al litro per il diesel. C'è chi riesce a tenere i prezzi ancora bassi. Ma, stando a un monitoraggio effettuato da tio.ch, i primi effetti del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran si stanno già ripercuotendo sulla quotidianità dei consumatori. Anche di quelli della Svizzera italiana. Gli specialisti sono concordi: nelle prossime settimane il costo del carburante è destinato a impennare.
Si raggiungeranno i livelli di quattro anni fa? – Nel 2022, dopo lo scoppio dello scontro tra Russia e Ucraina, i prezzi del carburante avevano superato i 2 franchi e 20 centesimi al litro. Accadrà la stessa cosa anche in questa occasione? Quando si è di fronte a simili situazioni, il prezzo del greggio sale quasi subito. Mentre gli effetti alle pompe di benzina si constatano qualche settimana dopo.
«Se chiudono lo stretto di Hormuz...» – Ma a circa sette giorni dall'inizio di questa ennesima pagina nera della storia dell'umanità, suonano i primi campanelli d'allarme per quanto riguarda il costo del carburante. «Se chiudono lo stretto di Hormuz le cose peggioreranno», sostiene un consumatore nel video realizzato da tio.ch per le strade del Luganese.
«È una terra meravigliosa, ma...» – Già. Lo stretto di Hormuz. Quanti lo conoscevano veramente o ne parlavano fino a una settimana fa? Pochi. Mentre adesso è sulla bocca di tutti. E dalle parole degli intervistati trapela una certa preoccupazione. Non solo per quanto riguarda benzina e diesel a dire il vero. «Temo che siano destinati ad aumentare un po' tutti i prezzi», sospira una donna. «Siamo su questa terra meravigliosa e la stiamo rovinando», afferma con un pizzico di amarezza un altro intervistato.
Rabbia e impotenza – Emergono rabbia e impotenza. «Ci sono tante cose che fanno incazzare», precisa una signora. E c'è anche chi ammette di gettare l'occhio ai benzinai più convenienti. «Facciamo attenzione. Ci sono distributori in cui fare benzina conviene di più», commenta un uomo accanto alla moglie che annuisce con complicità.
Polemica – Alcune compagnie e alcuni distributori indipendenti, va ribadito, per ora stanno mantenendo i prezzi invariati. D'altra parte i barili col carburante attualmente erogato alle pompe sono stati acquistati quando ancora questo "nuovo caos" non era scoppiato ufficialmente. Quello di un repentino innalzamento dei prezzi, incongruente con la tempistica di acquisto dei barili, è un tema su cui sta montando la polemica. In Svizzera, ma anche all'estero.
Il monito dell'ACSI – Nel frattempo l'Associazione Consumatrici e Consumatori della Svizzera italiana (ACSI) ha già espresso parole dure sulla questione. «Spesso – ha dichiarato la segretaria generale Antonella Crüzer –, quando c'è un problema a livello macroeconomico, i prezzi schizzano verso l'alto. I consumatori, anche se ci sono delle scorte che potrebbero garantire il prezzo giusto ancora per un certo periodo, non ne beneficiano».



