«No all'introduzione di uno sbarramento del 4% per l’elezione al Gran Consiglio»

I firmatari «del presente appello pubblico si oppongono fermamente alla proposta»
I firmatari «del presente appello pubblico si oppongono fermamente alla proposta»
BELLINZONA - «L'introduzione di un limite di sbarramento del 4% per l’elezione del Gran Consiglio è una grave minaccia alla rappresentanza democratica e al pluralismo politico che caratterizzano il nostro sistema elettorale fondato sul sistema proporzionale, che ha garantito per decenni la presenza in Parlamento di sensibilità diverse: modificarlo nel modo proposto significa ridurre i diritti democratici e soffocare il dibattito politico».
Comincia così l'appello firmato da «diversi rappresentanti di partiti presenti in Gran Consiglio, associazioni e personalità appartenenti a orizzonti politici diversi» contrari alla proposta «attualmente in discussione a livello parlamentare di modificare la Costituzione cantonale e introdurre una quota di sbarramento del 4% per essere rappresentati in Gran Consiglio».
Le liste minori, «che la riforma proposta vorrebbe eliminare, rappresentano circa il 13% degli elettori e delle elettrici». I partiti cosiddetti minori «offrono un contributo importante al dibattito parlamentare, presentando numerose proposte su temi rilevanti, arricchendo la discussione e i punti di vista. Erigere barriere per impedirne l’accesso al Parlamento costituirebbe un passo inaccettabile in una democrazia pluralista. Inoltre, equivarrebbe a silenziare la voce di decine di migliaia di elettori ed elettrici ticinesi».
La presenza dei partiti minori «permette di apportare un contributo rilevante su temi fondamentali come sviluppo economico, scuola e formazione, fiscalità, giustizia, socialità, discriminazioni di genere e ambiente. Attribuire la responsabilità di eventuali lungaggini o inefficacia dell’azione di Governo e Parlamento alla presenza delle forze politiche minori, impedendo loro l'accesso al Parlamento, è un goffo tentativo di distogliere l'attenzione dai veri problemi e dalle sfide ai quali la maggioranza parlamentare e di governo non riesce a dare risposte soddisfacenti e innovative».
Le firmatarie e i firmatari «del presente appello pubblico si oppongono fermamente a questa proposta e invitano i cittadini e le cittadine di ogni orientamento politico a fare altrettanto; così come invitano tutti i partiti a bocciarla o a farla ritirare».
Hanno aderito Alberti Arnaldo, Albertini Giovanni, Ambrosetti Maria Pia, Ay Max, Baranzini Mauro, Barenco Sergio, Beretta-Piccoli Sara, Besana Graziano, Borghi Marco, Boscolo Lisa, Bourgoin Samatha, Camponovo Fabio, Cappelletti Edoardo, Cavalli Gianfranco, Cencini Alvaro, Cencini Ginevra, Crivelli Sonia, De Luca Isa, De Micheli Lorenzo, Denti Franco, Ducry Jacques, Ferrari Lea, Galfetti Renzo, Gargantini Giangiorgio, Giannini Fabrizio, Grandini Giacomo, Jäggli Marco, Lepori Angelica, Lombardi Enrico, Marazzi Christian, Martinoli Sebastiano, Mattei Germano, Meli Edy, Merlo Tamara, Miler Milo, Mirante Amalia, Mobiglia Massimo, Mossi Nembrini Maura, Nussbaumer Werner, Olaniszyn Jean, Panzera Caterina, Patuzzi Maristella, Pellanda Giorgio, Petralli Giulia, Poli Cappelli Cristiano, Pronzini Matteo, Pusterla Fabio, Riget Laura, Robbiani Meinrado, Roncelli Evaristo, Sergi Giuseppe, Soldini Tommaso, Testa Mader Anita, Testa Silvano, Tognola Guido, Valsangiacomo Nelly, Vanetta Elisa, Venturelli Elio, Venturelli Michel, Venturelli Mireille.
Il link per sostenere l'appello: https://act.campax.org/petitions/no-all-introduzione-di-uno-sbarramento-del-4-per-l-elezione-al-gran-consiglio





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