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CANTONEVino ticinese, forse magra vendemmia e annata di rossi

07.08.22 - 15:40
La siccità potrebbe compromettere la produzione dei vini bianchi. I maggiori timori per le vigne del Mendrisiotto.
Ti-Press (archivio)
Vino ticinese, forse magra vendemmia e annata di rossi
La siccità potrebbe compromettere la produzione dei vini bianchi. I maggiori timori per le vigne del Mendrisiotto.

MENDRISIO - Sarà l'anno dei rossi. E alla siccità che - come molti operatori di settore sono portati a pensare - potrebbe compromette la buona vendemmia nelle vigne del Ticino, Andrea Conconi non la dà ancora vinta. Lui è il Direttore di TicinoWine e il quadro che tratteggia non appare totalmente a tinte fosche.

Non sarà una grandissima annata. «D'accordo, non sarà una grandissima annata perché il 40% dei vigneti sono situati nel Mendrisiotto, che è quello che oggi soffre maggiormente la siccità e dove ci aspettiamo degli acini piccoli. Però - concede un'apertura all'ottimismo - abbiamo notato negli anni che la vite se è indietro nella maturazione ad agosto poi magari recupera un po' a settembre. La pianta e la natura - afferma - sono fatte in una maniera complessa che è difficile fino a quando non abbiamo portato il vino in cantina poter giudicare che vino sarà».

Anche sulIe quantità di vino che usciranno quest'anno dalle cantine ticinesi si mostra cauto. «Difficile dirlo adesso - afferma - perché lo scorso anno i danni fatti nel Sopraceneri erano stati notevoli a causa delle grandinate. Ma diciamo ancora una cosa: manca ancora un mese alla vendemmia, è iniziato il film festival di Locarno e i temporali possono ancora arrivare. Quindi serve prudenza» ironizza.

Le vigne vecchie si difendono meglio dal caldo. Poi si sofferma nuovamente sulla situazione di secca che vivono i campi e le vigne. E offre il suo ragionamento partendo dalle facoltà reattive che ha la pianta da vino di fronte alle condizioni più avverse. «In primis va detto che la vigna è una pianta mediterranea e le radici soprattutto delle vigne vecchie hanno la tendenza ad andare in profondità e a difendersi dal caldo - esordisce - però è chiaro che nelle zone del Mendrisiotto le vigne giovani o i vigneti appena piantati soffrono».

In che cosa si traduce questa sofferenza? «La pianta va in stress - spiega - e andando in stress non produce più gli zuccheri e l'uva inizia a ritardare la maturazione. Perché vorrei ricordare che quando la pianta ha delle carenze - continua - cerca prima di tutto di difendere se stessa, dando più ossigeno alle proprie foglie, così che la sorte del frutto che comincia a non produrre più zucchero passa in secondo piano. Il frutto è un esubero della forza di una pianta - dice - perché la pianta pensa a difendersi perché vuole esserci anche l'anno prossimo». 

Sarà l'anno dei rossi. E conferma la sua previsione: «sarà l'anno dei rossi». In Ticino la superficie coltivata a vite nel 2021 era di 2.061 ettari (887 per la varietà Merlot e 1174 per tutte le altre varietà). In Svizzera nel 2021 il consumo di vino è arrivato a 255 milioni di litri; il Ticino - terra del Merlot - di questa tipologia ne ha prodotto nel 2021 quasi cinque milioni e mezzo di kg, mentre il consumo di vino è stato - tra vini bianchi e rossi - pari a 124mila ettolitri.

Il viticoltore. Angelo Delea è uno di quei viticoltori che contribuisce al raggiungimento dei volumi di vino prodotti nel cantone. Viticoltore di grande esperienza, fiuta il tempo e attende «quei 20 millimetri di pioggia che salverebbero la stagione nelle vigne del Mendrisiotto. Lì se non piove subito, già da settimana prossima si dovrà cominciare a vendemmiare le uve bianche, altrimenti seccano» sentenzia.

Nei suoi vigneti nel Sopraceneri invece grandi problemi non ne ha avuti. «Abbiamo predisposto impianti di irrigazione a gocce e questo ci ha fatto stare tranquilli».

E se lo tranquillizzerebbe di più l'arrivo di quei 20 millimetri di pioggia, l'unica preoccupazione in cima ai suoi pensieri è di altro tipo. Da giorni è impegnato a montare protezioni, cercando di non farsi trovare impreparato di fronte agli imprevisti meteorologici, anche quelli più cruenti come le grandinate: quelle dello scorso anno in particolare, ancora vive nel ricordo di molti vinattieri. 

«Ricordiamo tutti quello che è successo, così siamo in vigna a predisporre tutto quello che serve per mettere al sicuro le nostre uve: meglio prevenire» dice sfoggiando avvedutezza.

I danni provocati dalla siccità sono limitati, la vendemmia comincerà prima. Pioggia sì ma non quella torrenziale: è quello che si augura anche Giuliano Maddalena, Presidente della Federazione dei Viticoltori della Svizzera Italiana, nel raccontare che «aspettiamo questa pioggia di cui i nostri vigneti, soprattutto del Sottoceneri e Mendrisiotto, hanno vitale bisogno. Speriamo non arrivi la grandine ovviamente a danneggiare il tanto lavoro che abbiamo svolto. Devo dire - afferma - che nonostante questa siccità i danni sono limitati, quindi ci auguriamo una buona vendemmia che quest'anno comunque comincerà prima. L'uva è a buon punto!».

 

 

 

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