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CASTIONE-ARBEDO
15.09.2021 - 20:520

«L'ordinanza è chiara», in palestra o certificato Covid o niente

Lo confermano, interpellate sul caso del centro fitness Gymnasium, le autorità cantonali.

«Non c’è tanto da interpretare, il protocollo va seguito scrupolosamente», spiega il professionista del settore Daniele Grossi.

CASTIONE-ARBEDO - «Accesso al Gymnasium senza pass». È un titolo a effetto quello della mail inoltrata dalla palestra Gymnasium a tutti i suoi clienti questo lunedì, giorno dell’entrata in vigore dell’estensione del certificato Covid. La mail specificava che l’entrata sarebbe stata aperta a tutti per la fruizione di numerosi servizi, come «corsi di gruppo, fisioterapia, centro estetico, centro di dimagrimento e personal training» e sottolineava che la struttura si stava «organizzando per rendere possibile l’accesso di chi non ha il pass anche alla sala fitness». Il direttore del Gymnasium, Jürg Heim, aveva successivamente dichiarato di voler far allenare la clientela priva di certificato in una sala apposita, separata, «con gruppi di massimo 30 persone che frequentano regolarmente lo stesso gruppo». 

Regole chiare, controlli pronti - Ma tutto questo è possibile? Si sono chiesti in molti. Secondo il Cantone, no. «L'ordinanza è chiara nei propri contenuti», sottolinea il Servizio dell'informazione e della comunicazione del Consiglio di Stato (SIC), «a partire dal 13 settembre nei centri fitness l’allenamento di persone a partire dai 16 anni è possibile solo se in possesso di un Certificato Covid». Viene inoltre ricordato che, come avviene anche negli altri cantoni, «la Polizia cantonale agirà con dei controlli in maniera puntuale, su segnalazione». Il Cantone sottolinea infine che, da quanto gli risulta, «le presunte irregolarità non si sono ancora verificate, ma sono state unicamente annunciate dal titolare».

Poco spazio all'interpretazione - A chiarire possibili malintesi è un altro professionista del settore. «Nelle disposizioni relative ai centri fitness non è previsto che si possa far allenare persone non vaccinate in sale a loro riservate», afferma Daniele Grossi, gerente della palestra Activ Fitness di Lugano. Sì, perché la regola delle 30 persone «esiste unicamente per i club sportivi, come le società di Yoga, Judo o Pilates, che si allenano con un numero ben definito di abbonati, sempre gli stessi». Il protocollo, aggiunge, «non presenta questa soluzione anche per le palestre, né per la muscolazione, né per i corsi, quindi non c’è tanto da interpretare. Noi come azienda lo seguiamo scrupolosamente». E avere una continuità dei presenti sarebbe, almeno per Activ Fitness, «irrealistico», in virtù del «grosso ricambio di persone che usufruiscono dei servizi da noi offerti». 

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