TIPRESS
Il caso: ad alcuni frontalieri è stato chiesto di presentare il Green Pass in dogana.
CONFINE / CANTONE
08.08.2021 - 14:280
Aggiornamento : 20:18

La polizia italiana ha chiesto ad alcuni frontalieri di presentare il Green Pass in dogana

«Al momento non risulta alcun tipo di obbligo al rientro in Italia» spiega l'esperto Sergio Aureli.

La richiesta alle autorità: «Chi di dovere faccia chiarezza al più presto per non ingenerare confusione».

COMO - Le segnalazioni sono girate nelle scorse ore sul gruppo Facebook "Frontalieri Ticino": la polizia italiana, ai valichi di frontiera con il Canton Ticino, avrebbe chiesto a vari lavoratori di presentare il Green Pass, ovvero la certificazione di avvenuta vaccinazione o guarigione dal Covid-19.

Il Green Pass, da venerdì, va presentato per accedere a una vasta offerta di servizi e attività: bar e ristoranti al chiuso ma anche spettacoli e concerti, piscine e palestre, fiere e congressi, senza dimenticare teatri e cinema. Ma non vengono menzionate le frontiere. Eppure l'agente citato dalla testimonianza dell'utente social ha sostenuto che la certificazione «serve anche per i frontalieri» e ha citato una circolare in tal senso «delle ultime ore».

L'esperto: «Al momento non risulta» - È quindi cambiato qualcosa per le decine di migliaia di lavoratori italiani che si recano in Ticino per lavoro? Dovranno presentare il certificato vaccinale alla frontiera? «Al momento non risulta alcun tipo di obbligo legato al Green pass, al rientro in Italia, per i lavoratori frontalieri» ha spiegato a La Provincia di Como l'esperto di questioni transfrontaliere Sergio Aureli. «Di sicuro non c’è in ingresso in Svizzera e - ripeto - non mi risultano provvedimenti neppure in ingresso nel nostro Paese, sempre alla voce “frontalieri”».

Aureli aggiunge: «Non vedo come a un posto di frontiera possa essere chiesto a un lavoratore al rientro alla propria residenza o comunque alla propria abitazione di mostrare il Green pass. È bene comunque che si sgomberi il campo da possibili fraintendimenti e per questo chi di dovere faccia chiarezza al più presto per non ingenerare confusione».

Il quotidiano comasco osserva che, nel dibattito di queste ore, viene citato un vademecum di Ats Insubria che afferma: «Gli obblighi di Certificazione Verde non si applicano ai lavoratori frontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora».

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