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BELLINZONA
23.07.2021 - 08:050
Aggiornamento : 13:40

Ha "fregato" la madre e tre morose

Un insolvente seriale del Bellinzonese di nuovo nei guai con la giustizia. Questa volta potrebbe essere l'ultima (forse)

BELLINZONA - Ha truffato ben tre morose, tre datori di lavoro, un ex compagno di cella. Persino la madre. In pratica, tutte le persone con cui ha avuto a che fare negli ultimi quattro anni: da quando cioè tio.ch/20minuti ha iniziato a occuparsi di lui a seguito di una serie di denunce.

Amici, parenti. Supermercati, imbianchini, casalinghe, avvocati. Aziende di telecomunicazioni, enti pubblici, negozi. In tutto 113 persone fisiche o giuridiche. Tante figurano nell'atto d'accusa con cui il procuratore Andrea Balerna ha chiesto la condanna dell'insolvente seriale, che martedì è stato condannato a 2 anni di carcere. 

Il 31enne, di professione informatico ed esperto di marketing, era uscito di galera una prima volta nel 2018, a seguito di un'indagine condotta dal Pp Andrea Minesso. Ma si è guardato bene dallo stare inattivo, anche durante la pandemia. Anzi. Dopo essersi finto malato di Covid per non pagare alcuni debitori, l'uomo avrebbe iniziato a sottrarre soldi anche a famigliari e conviventi. Duemila franchi a una prima fidanzata, altri duemila a una seconda, circa cinquemila a una terza: denaro che le donne gli consegnavano, in buona fede, per pagare imposte, affitti, mobili, e che lui intascava di nascosto. In un caso, è arrivato a sottrarre soldi e gioielli (per circa 1300 franchi) anche alla figlia minorenne della convivente. 

Accortesi degli ammanchi, le fidanzate lo hanno lasciato e denunciato, una dopo l'altra. Lo stesso hanno fatto infine anche i genitori, dopo aver scoperto che tra gennaio e maggio 2020 il figlio aveva ordinato su internet a nome loro qualcosa come 14 iPhone ed elettrodomestici vari, per un totale di 46 acquisti (19.700 franchi). Prodotti che poi rivendeva tenendo per sé il profitto. Tra le vittime del truffatore persino un ex compagno di cella: durante la prigionia alla Stampa, si era fatto convincere dal 31enne a consegnargli una carta di credito, per avviare insieme un'attività online. Tornato per primo in libertà, l'aveva utilizzata per spese personali (2 300 franchi). 

Ora i due potrebbero rincontrarsi. Il giudice delle Assise correzionali di Bellinzona lo ha condannato a 2 anni di detenzione e a 7 anni di espulsione dalla Svizzera. Alla corte il 31enne si è dichiarato colpevole e pronto a cambiare vita. Sarà. 

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