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LOCARNO
22.01.2021 - 11:090

Ecco la prima vaccinata del Fevi

La campagna vaccinale anti-Covid è scattata ieri: la prima a ricevere il preparato è stata la signora Silene Fasnacht.

Il sindaco di Locarno Alain Scherrer: «Al centro restano le persone e la necessaria ripresa delle relazioni affettive e sociali. Per questo la campagna vaccinale è diventata uno dei compiti prioritari dell’Amministrazione».

LOCARNO - Ha preso il via ieri presso il FEVI la campagna vaccinale comunale anti-COVID di Locarno. La prima persona ad aver ricevuto il vaccino è stata la signora Silene Fasnacht. «Al centro restano le persone, e la necessaria ripresa delle relazioni affettive e sociali», ha commentato soddisfatto il sindaco Alain Scherrer.« Per questo la campagna vaccinale è diventata uno dei compiti prioritari dell’Amministrazione, e ci stiamo impegnando molto per eseguirlo nel modo più umano, semplice e sicuro possibile».

Fevi rimodellato - Una priorità, si diceva. E proprio per questo i servizi dell’Amministrazione comunale - unitamente alla Protezione Civile e alle maestranze - hanno lavorato alacremente negli ultimi giorni per permettere di accogliere nel migliore dei modi le prime persone desiderose di ricevere il vaccino anti-Covid negli spazi del palazzetto. «Sono stati creati un percorso semplice e unidirezionale, i box per la somministrazione delle dosi, ampliate le linee di telecomunicazione, disposto l’occorrente per il personale sanitario e per la regolare pulizia, disposte le sedie per il riposo necessario dopo l’iniezione». L’obiettivo delle autorità di Locarno è semplice: «Vogliamo fare in modo che chiunque giunga per la vaccinazione - nella fattispecie, le fasce d’età dagli 80 anni in su - si senta accolto e accompagnato con sensibilità e attenzione verso i suoi bisogni».

«Un modo per uscire da un periodo triste» - E ieri pomeriggio, attorno alle ore 14.00, tutto era quindi pronto per accogliere le prime persone che si erano volontariamente annunciate nelle scorse settimane per ricevere il vaccino. La prima, come detto, è stata la signora Silene Fasnacht. Giunta con il compagno, ha prontamente risposto alle domande di rito che precedono l’iniezione, come «Acconsente a ricevere il vaccino?». A questa ha risposto divertita: «Ma sono venuta apposta». Terminata l’iniezione in pochi istanti, la signora Fasnacht è rimasta nel box ad attendere il suo compagno e poi entrambi sono passati alla zona di riposo, dicendo di sentirsi bene: «È un periodo triste, forse così ne usciremo tutti prima».

Prime venti dosi - Nella giornata di ieri sono state somministrate circa 20 dosi del vaccino, da parte dei due dottori Daniel Loustalot e Diego Pellini che si sono messi a disposizione l’importante compito. Nei prossimi giorni si procederà analogamente, compatibilmente con la disponibilità delle dosi e le decisioni dell’Autorità cantonale, per tentare di rispondere a tutti i circa 470 ultraottantenni residenti a Locarno che si sono annunciati per poi proseguire al resto della popolazione.

Tutti i servizi cittadini - La campagna vaccinale, come sottolineato anche dal sindaco, è diventata una priorità per l’Amministrazione comunale, e vi sarà il massimo impegno affinché vi sia una gestione il più accurata possibile. Le autorità cittadine precisano infine che proseguono pure le attività della Cellula comunale Covid per la gestione delle problematiche sorte sul territorio comunale, l’intenso lavoro del centralino per le prenotazioni del vaccino (091 756 34 92), il servizio per la spesa (091 756 34 91) e le regolari chiamate agli anziani soli.

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Commenti
 
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pardo54 1 mese fa su tio
Non ti vaccini? Libero di farlo. Ti becchi il virus: cavoli tuoi e assumiti le spese di cura.
pillola rossa 1 mese fa su tio
Nel nome del padre, del figlio e del vaccino santo. Amen.
Calotta Polare 1 mese fa su tio
@pillola rossa Quindi non approvi il vaccino, non sei d'accordo con l'obbligo della mascherina, eri contrario alle misure di confinamento. Sono solo curioso di capire che soluzioni immagini? Malgrado tutte le misure abbiamo visto il numero enorme di vittime. Avresti lasciato correre tutto come se nulla fosse? Non possiamo immaginare che si sarebbe arrivati a cifre di vittime ancora più drammatiche?
pillola rossa 1 mese fa su tio
@Calotta Polare Mettere in atto le giuste cure invece che applicare alla lettera le indicazioni OMS (che si sono rivelate sbagliate), sostenere i medici di famiglia, incentivare le cure a domicilio, diminuire la paura creata a dismisura. Lavorare sul sistema immunitario invece che sulla sintomatologia. Più il virus viene trasmesso, più si indebolisce perché il sistema immunitario lo modifica. Accettare che la vita ha una fine e quando non si può più fare nulla permettere una morte dignitosa.
OrsoTI 1 mese fa su tio
E perche ridicoli?
jumpgum 1 mese fa su tio
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