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Offrì 50.000 franchi quando era in prigione.
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14.02.2020 - 14:500
Aggiornamento : 15:32

Il prestito dalla prigione, decreto d’accusa per tutti e tre

Accettazione di vantaggi per la funzionaria cantonale, istigazione per il marito, concessione di vantaggi per Flavio Bomio

BELLINZONA - Un prestito (di 50’000 franchi secondo indiscrezioni emerse due anni fa) con un tasso d'interesse basso e una clausola molto interessante: in caso di decesso di uno dei contraenti, il mutuo si sarebbe estinto. C’era questo al centro del procedimento penale aperto nel maggio del 2018 a carico di una collaboratrice dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa della Divisione della giustizia. Ora gli accertamenti penali sono giunti a conclusione e il procuratore generale ha emesso tre decreti d’accusa, uno per ognuna delle persone coinvolte.

Tre persone coinvolte - I destinatari sono la funzionaria dell'Amministrazione cantonale, suo marito e un (ex) detenuto. Proprio quest’ultimo ha concesso, nella primavera del 2016, mentre era in carcere, il prestito (con un "vantaggioso contratto") al marito della donna.

Bomio, la funzionaria cantonale e il marito - Ma il detenuto (nel frattempo tornato in libertà per motivi di salute) è Flavio Bomio, l'ex presidente della Società nuoto di Bellinzona condannato nel 2013 a 11 anni per coazione sessuale e ripetuti atti sessuali con fanciulli. E la donna, in quanto dipendente della Divisione della giustizia, si occupava in prima persona di lui, redigendo anche i preavvisi sulle domande di congedo dal carcere. Ne consegue che la collaboratrice del Cantone ha accettato da Bomio, su istigazione del marito, un «indebito vantaggio in considerazione dell'espletamento della sua attività ufficiale». L'ufficio in cui lavorava, infatti, si occupa di seguire il percorso rieducativo e di risocializzazione dei detenuti.

Tre decreti d'accusa - Andrea Pagani ha quindi emesso un decreto d’accusa per il reato di accettazione di vantaggi nei confronti della dipendente pubblica, di istigazione all’accettazione di vantaggi per il marito e di concessione di vantaggi per Flavio Bomio.

La precisazione sulla donna - Il Ministero pubblico precisa tuttavia che «la pubblica funzionaria non ha mai commesso atti o omissioni in relazione con la sua attività ufficiale contrastanti coi doveri d'ufficio o sottostanti al suo potere d'apprezzamento».

90 aliquote - Nei tre decreti di accusa viene proposta, in linea con la giurisprudenza federale, una pena pecuniaria di 90 aliquote giornaliere (sospesa condizionalmente per un periodo di 2 anni per la donna e il consorte, rispettivamente di 4 anni per Bomio), con accollo di tassa e spese giudiziarie.  Le parti avranno ora 10 giorni di tempo per interporre eventuali opposizioni. 

La precisazione del Cantone - Il Dipartimento delle istituzioni informa che il rapporto di lavoro con la funzionaria cantonale si è concluso il 31.12.2019, dopo la decisione di sospensione immediata e la conseguente inchiesta disciplinare subito avviata nei suoi confronti dal Consiglio di Stato al momento della notifica di apertura del procedimento penale. Nel frattempo contro la decisione di interruzione del rapporto di lavoro la funzionaria ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo cantonale.

 

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Ultimo aggiornamento: 2020-02-19 20:01:16 | 91.208.130.87