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MESSICO
13.02.2020 - 06:020
Aggiornamento : 08:04

Da Carona al Messico con la sua arte totale

L’artista ticinese Shendra Stucki conquista il Centro America con il suo impegno a favore della diffusione di un’arte “universale”

di Redazione
Manuele Moghini

CITTÀ DEL MESSICO - Nata nel 1987 a Penrith (Australia) ma cresciuta a Carona, Shendra Stucki studia arte prima in Ticino e poi in Vallese e da anni calca la scena europea e non solo, alla continua ricerca di stimoli e ispirazioni.

Il viaggio è per lei un’occasione di crescita e di scoperta. Cosa l’ha spinta a partire?
«Abbandonare il Ticino è stata una sorta di fuga. Volevo lasciarmi alle spalle un ambiente stretto e troppo impostato. Per questo motivo mi sono buttata, alla scoperta di nuove culture e nuovi modi di osservare il mondo. Per me ogni viaggio è un percorso, preparare la valigia e partire significa fare di volta in volta ordine nella mia vita».

E dove l’ha portata questa fuga?
«Sono arrivata prima a Berlino e poi a Praga, un piccolo centro in costante evoluzione, e per questo capace di offrire molta carta bianca a chiunque voglia e abbia la determinazione per riempirla. Lì sono maturata molto e mi sono affermata come freelancer».

Dal 2018 si è stabilita in Messico. Come mai questa decisione?
«A Praga ho conosciuto un ragazzo messicano, e inoltre avevo già voglia di lasciare l’Europa, ormai troppo comoda, per un posto più effervescente. Mi sono innamorata di questo paese, mi ha fatto sentire a casa fin dal primo momento. Città del Messico è una metropoli enorme che offre più problematicità, e dunque più stimoli».

Quali progetti porta avanti oggi?
«In poco più di un anno in Messico ho creato moltissimo, e sto seguendo vari progetti anche in Colombia e in Perù. Faccio parte di un collettivo femminile che crea eventi e collaborazioni artistiche di ogni tipo: qui le donne hanno iniziato solo da qualche anno a rivendicare l’uguaglianza di genere. Ho intenzione di creare anche un’opera permanente per la mia galleria, sarà la mia prima scultura in bronzo. E poi ho molti progetti anche in Ticino, tra esposizioni e collaborazioni».

Come definirebbe la sua arte?
«Dico sempre che è più facile vedere che spiegare: preferisco parlare con i fatti. Creo opere usando diversi materiali, mi dedico a installazioni e performances interattive. Il bello è che la mia arte e i miei progetti sono molto sociali, io creo per colpire, per suscitare emozioni e stupore nel pubblico. Oggi mi sento molto influenzata dagli artisti latinoamericani, estremamente creativi e liberi».

Crede che la creatività possa aiutare anche i giovani?
«L’arte insegna che chiunque ha bisogno di comunicare, è ciò che ci accomuna ma allo stesso tempo ci rende unici. Io amo motivare la creatività delle persone e invitarle a esprimersi, per evitare che si creino insoddisfazioni e frustrazioni».

Vuole dunque rivolgersi a chiunque?
«Credo proprio che l’arte non debba essere elitista, non si tratta di qualcosa di difficile: non c’è niente da capire, sta tutto nel sentire. L’arte deve essere universale, ovvero deve suscitare emozioni in chiunque la osservi, indipendentemente dalla classe sociale, dalla nazione di provenienza, o dal livello di istruzione. Voglio che le persone non siano spaventate dalla cultura e dall’arte, ma che inizino a scoprirla sempre di più».


IG: @shendrart

Nuovi materiali tra riciclaggio e sostenibilità

«Sono da anni molto interessata al tema del riciclaggio, e mi piacerebbe sensibilizzare la popolazione su questo argomento in un paese come il  Messico, che è purtroppo ancora poco attento all’ecosostenibilità». Poliedrica e alla costante ricerca di nuovi materiali, Shendra Stucki sostiene la causa ambientale: «Io non scelgo i materiali, ma assemblo le cose che trovo ovunque, per strada o nelle discariche. In questo modo fornisco agli oggetti una nuova vita, creando opere d’arte a costo zero e facendo contemporaneamente del bene al mondo». L’artista ticinese condivide quindi un messaggio green e positivo, fondato sulla lotta allo spreco: «È facile credere che l’arte sia più spettacolare se pagata molto, invece il vero spettacolo è quello che ti sorprende con cose semplici e quotidiane. Oggi siamo troppo abituati a comprare nuovi prodotti e non pensiamo a quanto buttiamo».
M.M.

 

 

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