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Foto scattata nel 2015 alla Festa degli Amici del Ceneri.
CANTONE/ITALIA
27.01.2020 - 20:060

La ticinese Elly Schlein è la più votata in Emilia Romagna

Diverse le esperienze politiche già messe alle spalle, anche in ambito europeo

di Redazione
ats ans

LUGANO/BOLOGNA - La primatista di preferenze in Emilia-Romagna non arriva, come di solito succede, da uno dei partiti principali, ma da una lista che ha preso appena il 3,8%. È per questo che il record di Elly Schlein, nata e cresciuta in Ticino, vale doppio: entra in consiglio regionale forte di 22mila preferenze raccolte in tre collegi.

A Bologna, da sola, ne ha prese di più dei big del Pd, un elettore su due che ha votato la sua lista, ha scritto il suo nome sulla scheda. «Un risultato che mi onora e mi commuove e che riconosce i cinque anni di lavoro fatti all'Europarlamento», ha detto lei.

Dopo l'esperienza di 'OccupyPd', nata per protestare contro i 101 che affossarono l'elezione di Prodi al Quirinale, nel 2014 fu candidata alle Europee e, un po' a sorpresa, vinse. Uscita insieme a Pippo Civati per fondare Possibile, negli ultimi mesi si è allontanata e non si è ricandidata alle Europee. Insieme a Igor Taruffi di Sinistra Italiana, ha dato vita al rassemblement Emilia-Romagna Coraggiosa, con l'obiettivo di raccogliere tutte le forze di sinistra che sostenevano Bonaccini.

«Siamo riusciti - ha detto Schlein - nel tentativo di aggiungere a questa coalizione un pezzo importante, per rimotivare una parte di elettori che in questi anni sono rimasti senza casa. Credo sia un'interessante premessa per il futuro. È stata un'operazione politica e culturale insieme - ha detto - abbiamo messo insieme sensibilità diverse, forze ecologistiche, una lista transnazionale come Diem 25, una cultura ecologista, progressista e femminista. Credo sia un bell'esempio di come ripartire per riaggregare tante persone».

C'è un dettaglio, però, del quale Elly Schlein è particolarmente orgogliosa. «Siamo andati bene - ha detto - anche nelle aree di provincia e in Appennino. Non vogliamo fare la sinistra della ztl, perché la sinistra può e deve tornare a parlare a quei territori che si sono sentiti un po' abbandonati».

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