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GAMBAROGNO
16.01.2020 - 20:100

«Schiarite a breve alla Cinque Fonti», ma la Curia frena

Il legale della Casa anziani è ottimista sulla risoluzione dei nodi: «Già ora la gestione è garantita con specialisti del campo». Il portavoce del vescovo sulle nomine: «La discussione è aperta»

GAMBAROGNO - «L’incontro c’è stato e nei prossimi giorni sarà concretizzato quanto discusso». Filtra ottimismo dal vertice della Casa anziani Cinque Fonti riguardo alla soluzione dell’aggrovigliata matassa creatasi dopo il licenziamento, dopo solo tre mesi, del direttore. Lo scorso lunedì, il consiglio fondazione dell’istituto ha incontrato a Bellinzona il responsabile dell’Ufficio Anziani, presente anche il vicario generale per la Curia.  

«Stiamo finalizzando» - Per il legale della struttura, l’avvocato Gabriele Gilardi, si è decisamente in vista del traguardo: «Stiamo finalizzando e perfezionando la volontà del consiglio di fondazione per un’ottimizzazione della gestione della casa anziani». Quanto al ruolo giocato da Alvad nella riorganizzazione l’avvocato sottolinea che «in questo momento la gestione è garantita con specialisti del campo della salute pubblica del Canton Ticino. Per cui non c’è nulla da temere». I dubbi si riferiscono al fatto che Alvad, lo Spitex Locarnese e Vallemaggia, per statuto (e per legge) dovrebbe limitarsi alle cure a domicilio. Sia quel che sia, Gilardi aggiunge che «a brevissimo si potrà comunicare lo stato della situazione in risposta a tutte le voci che si sono rincorse». Sul licenziamento si limita a dire che «è stato comunicato con etica e umanità».

Ponti sì - Tra le voci, negli scorsi giorni, è circolata quella di un cambio già avvenuto del direttore: «Non c’è nessun nuovo direttore amministrativo - afferma l’avvocato -, ma ci sono diversi professionisti che garantiscono un altro sistema di gestione». Si è letto anche del sindaco di Gambarogno Tiziano Ponti come persona indicata per sostituire il membro che ha dimissionato dal consiglio di fondazione: «Posso confermarlo. Anche se la nomina deve essere però ratificata».

«Discussione aperta» - All’incontro a Bellinzona, lunedì, era presente anche la Curia (che per statuto ha voce in capitolo sulle nomine degli organi di fondazione). Il portavoce del vescovo sul ginepraio così si esprime: «Si sta cercando - sottolinea Luca Montagner - la soluzione migliore a beneficio della struttura e soprattutto delle persone ospitate» . Quanto al fatto che sulle tessere indicate per completare il mosaico della gestione ci sia consenso, la Curia fa notare che «la questione è ancora materia di discussione ed è difficile indicare tempistiche. Le dinamiche e gli attori in gioco sono diversi».

Ponti forse - Sul nome indicato del sindaco Ponti il portavoce è prudente: «Bisognerà vedere. La nomina di due dei tre membri spetta all’ordinario diocesano e uno è invece rappresentante del Cantone. Per cui serve anche l’avallo dell’Ufficio cantonale preposto. C’è ancora una discussione intavolata».

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