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GAMBAROGNO
30.12.2019 - 06:010
Aggiornamento : 08:19

Fuga dalla Casa Cinque Fonti

Un direttore che viene esonerato dopo soli tre mesi. Altra gente che scappa. Una gestione amministrativa disordinata. Situazione da brividi nella nota struttura per anziani del Locarnese…  

GAMBAROGNO - Più che una riorganizzazione, un’ecatombe. Alla Casa Anziani Cinque Fonti di San Nazzaro (Gambarogno) è continuato il fuggi fuggi, dopo il licenziamento lampo del direttore ad inizio dicembre. Tre soli mesi è durato il suo mandato. Le ultime partenze di peso sono state quelle della contabile, che si è dimessa con effetto immediato, della governante che pure ha lasciato, e di uno dei tre membri del consiglio di fondazione, anch’egli dimissionario.

L’appello al Cantone - Soprattutto la partenza di quest’ultimo avvalora il contenuto di una lettera, datata 24 dicembre, con cui il rappresentante legale del direttore, che era entrato in funzione appena a inizio settembre, chiede all’Ufficio cantonale degli anziani di intervenire per il «bene del personale e dei residenti dell’istituto». Un documento che ripercorre gli antefatti di un licenziamento motivato dal consiglio di fondazione come una non meglio precisata “ristrutturazione della direzione”. 

Le incongruenze - Nel frattempo però è stata richiamata ad interim la direttrice precedente. Una scelta che contrasta con un verbale del 27 settembre scorso, in cui si evidenzia il «clima di lavoro attuale molto pesante causato dalle diverse situazioni presenti con la direttrice uscente». Ma il ritorno al passato cozza anche con le dichiarazioni della capo cure che nel rendiconto del 25 novembre parla di clima lavorativo ormai diventato «sereno» e promuove i cambiamenti intervenuti.

«Non siamo mica l’UBS» - La capo cure non poteva però conoscere l’antefatto, quello che avrebbe portato al licenziamento lampo del nuovo responsabile. La tempesta, secondo la segnalazione al Cantone, scoppia il 5 novembre, durante la riunione mensile con il consiglio di fondazione. La prima avvisaglia si ha quando il direttore chiede ai tre membri l’approvazione dell’organigramma (un documento peraltro che la “Direttiva cantonale sulla qualità” prescrive dal 2004, ma che alla Cinque Fonti non c’è mai stato). «Non siamo mica alla Novartis o all’UBS» è la risposta gelida del membro che è anche medico curante di riferimento della Casa Anziani. 

Scoppia la tempesta - È solo una sferzata sarcastica, rispetto all’attacco che quest’ultimo porta poco dopo. Il medico-membro dà lettura di una lettera, che dice essergli stata consegnata dalla figlia, in veste di direttrice sanitaria della struttura. Lo scritto fa riferimento a una domanda posta dal direttore alla donna: il tema è il potenziale conflitto di funzione/interesse che può sorgere tra il ruolo di direttore sanitario e quello di medico del personale di una casa anziani. Ruoli entrambi rivestiti dalla donna.  

Gestione disordinata - Ma la miccia era forse già accesa. Anche perché in precedenza il direttore aveva messo l’accento sulla precedente gestione amministrativa molto disordinata. Il medico-membro, secondo quando riferisce il documento inviato all’Ufficio degli anziani, avrebbe concluso la sua sfuriata asserendo che «il direttore compromette il buon nome della Casa Anziani Cinque Fonti e che, per quanto lo riguarda, dovrebbe lasciare la carica immediatamente». 

Finale outsourcing - Nei giorni seguenti gli altri due membri del consiglio di fondazione, tra cui il presidente, esprimono rammarico al direttore per l’accaduto. Il 12 dicembre il rammarico si trasforma nella rescissione del rapporto di lavoro. L’avvocato della Casa Anziani, presente al momento della comunicazione al direttore, allude a «una ristrutturazione della direzione». «La fondazione, avrebbe aggiunto uno dei due membri rimasti, ha intenzione di avere una direzione outsourcing».

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