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LUGANO
18.07.2019 - 11:460
Aggiornamento : 13:12

Silvio Berlusconi a Lugano nell’atelier di Philipp Plein

Inaspettata visita del Cavaliere, accompagnato dal fratello Paolo, nella palazzina dello stilista. Giornalisti arrivati anche dall’Italia

LUGANO - Che ci fa Silvio Berlusconi insieme al fratello Paolo, nella palazzina dello stilista Philipp Plein in via Pietro Capelli 18 a Lugano? Fuori dallo stabile svetta la Ferrari verde dello stilista. E proprio indicando la vettura l'ex premier ha esordito dicendo: «Non voglio dimostrare di essere al verde». Diverse le risate fra i tanti giornalisti e cameramen giunti dalla vicina Italia, che mostrano grande eccitazione e interesse. 

Il politico e imprenditore italiano è arrivato a Lugano per presentare un’importante novità che riguarda la collaborazione tra il noto stilista Philipp Plein e la squadra di calcio del Monza di cui è proprietario Silvio Berlusconi. 

Ad accoglierlo una folta presenza di giornalisti ai quali Berlusconi ha risposto senza tirarsi indietro, con grande disponibilità. «Non è la prima volta che vengo a Lugano. Il viaggio è stato straordinario. Siamo partiti da Malpensa. È una linea retta e si arriva sul lago, un panorama splendido, ci mettiamo di meno da Arcore a Lugano che da Arcore a Milano. Penso che tornerò». 

«Sono un ammiratore dello Stato svizzero, e quindi degli svizzeri, perché applica quello che è l’istituzione-Stato nei suoi principali valori occidentali - ha voluto spiegare Berlusconi - valori che arrivano da lontano, ancora prima di Cristo, quando la Grecia incominciò a scoprire la democrazia e il diritto di libertà. Poi arrivò Roma che portò il suo apporto al diritto e la divisione dei poteri, poi la tradizione giudaica cristiana che determinò la pari dignità fra gli uomini e la supremazia dell’uomo sullo Stato. Cosa vuol dire? Che l’uomo ha i suoi diritti per natura, lo Stato deve garantirli, ma nella teoria delle sinistre, la teoria comunista, è lo Stato che da questi diritti, quindi chi è al potere, se ha delle convenienze, potrebbe ridurli o cancellarli. E questa è la differenza incolmabile fra noi e la teoria di sinistra, opposta alla natura dell’uomo, la più disumana della storia dell’uomo».

 

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