LOCARNO
13.05.2019 - 09:540

«Ecco la verità sul progetto Monte Brè»

L’associazione Salva Monte Brè invia al Municipio la documentazione del progetto maxi-resort distribuita dai promotori: «Le differenze? È la loro strategia di dissimulazione».

LOCARNO - Ecco «la verità sul progetto e zona di pianificazione a Brè-Cardada». L’associazione Salva Monte Brè mette le carte in tavola e in una lettera, inviata stamane al Municipio, informa l’esecutivo su quelle che sarebbero le vere intenzioni della Augur Invest per il progetto di maxi-resort. Intenzioni che differirebbero significativamente rispetto a quanto presentato nell’incontro dello scorso 16 aprile. A sostegno delle proprie parole l’associazione allega la documentazione che la Augur ha distribuito nell’ambito di due convegni oltralpe.

«Le differenze non ci sorprendono più di tanto - scrive Marco Ricca, presidente della Salva Monte Brè -. Questa modalità s’inserisce perfettamente nella strategia della dissimulazione e delle menzogne delle quali è stata vittima la popolazione di Brè da diversi anni. Sin dall’inizio i terreni sono stati acquisiti attraverso la mediazione di un “finto” principe che aveva proposto scenari rassicuranti di sviluppo (...). Tutto ciò senza dimenticare l’utilizzo abusivo del nome del sindaco Alain Scherrer nella pubblicità rivolta agli investitori».

Secondo la Salva Monte Brè «l’ultima disinformazione è quella secondo cui il Municipio si esporrebbe al rischio di richieste di mega indennizzi da parte dei promotori se decretasse una zona di pianificazione del comparto Brè/Cardada. Queste sono affermazioni assolutamente fuorvianti, in particolare tenendo conto che vi è stata sottoposta un’iniziativa popolare che chiede espressamente l’entrata in materia».

Quali che siano le intenzioni dei promotori, secondo chi si oppone al progetto, «il loro “concetto ridotto” rimane assolutamente sproporzionato». La realizzazione di 60 aparthotel e di un hotel 5 stelle deluxe «appare tanto più irresponsabile se teniamo conto delle recenti vicende più o meno fallimentari che hanno accompagnato diversi progetti nella regione». «Non va sottaciuto nemmeno - prosegue Ricca - che la Augur è in situazione di elevato indebitamento. Tutto lascia intendere che, se anche ottenesse tutte le autorizzazioni del caso, è molto probabile che il progetto venga poi abbandonato in corso d’opera».

In conclusione l’associazione Salva Brè ricorda al Muncipio le 1800 firme valide raccolte dall’iniziativa in poco più di tre settimane: «Un’azione di squadra che vi ha portato nei pressi dell’area di rigore avversaria, ora sta a voi effettuare il tiro che finalizza il gioco».

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