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CANTONE
18.04.2019 - 07:550
Aggiornamento : 16:32

Il kebabbaro chiude, e sparisce nel nulla

Doveva affrontare un processo, e saldare i debiti della sua attività. Invece è sparito con i soldi di un'associazione turca

BELLINZONA - Non c'è stata una denuncia di scomparsa, ma lui è letteralmente sparito da mesi. «Non risponde al telefono, non sappiamo dove sia» ripetono le persone che – per un verso o l'altro – hanno avuto a che fare con un uomo sulla cinquantina, originario della Turchia,  gestore - fino a poco tempo fa - di un ristorante kebab nel Sopraceneri. 

Fuga dai problemi? - Il locale ha chiuso i battenti a dicembre, e da allora il gestore lo cercano in tanti: il padrone di casa, la giustizia ticinese e l'associazione turca di cui era tesoriere. Ad alcuni l'assenza inizia a sembrare una fuga. Anche tio/20minuti si è messo sulle sue tracce da tre settimane, ma senza successo. 

Tentato assassinio - La serranda del ristorante - oggi abbassata - è finita sotto la lente della Procura già un anno fa: nei boschi di Giornico un profugo pakistano venne trovato in fin di vita, con un colpo di pistola alla testa. Le indagini risalirono a un cittadino croato, poi condannato per tentato assassinio. Il cittadino turco invece è accusato dalla Procura di avere organizzato l'incontro tra i due: nei prossimi mesi avrebbe dovuto affrontare il processo. 


foto FVR

«All'inizio accampava scuse» - Ma nel frattempo il ristoratore ha lasciato il Ticino, forse l'Europa. Le ultime notizie risalgono a dicembre: ai guai giudiziari si sono aggiunti quelli finanziari, con precetti esecutivi e 11 mesi di affitti arretrati. «All'inizio accampava scuse per tenerci buoni» raccontano i padroni dello stabile dove sorgeva il ristorante: settimana scorsa si sono rivolti a un avvocato per far scattare i sigilli. «Quando ha smesso di rispondere al telefono abbiamo capito che eravamo stati presi in giro». 

Associazione beffata - Non sono i soli, comunque. Assieme all'uomo è sparita anche la cassa di un'associazione culturale turca di cui lui era membro attivo. Le donazioni versate mensilmente dalla comunità (un'ottantina di famiglie) erano state affidate a lui come cassiere.

16mila franchi spariti - «Nessuno conosceva le sue pendenze giudiziarie e i suoi problemi economici» spiegano dal comitato direttivo dell'associazione, che ha «provveduto ad avvisare tutti i membri della comunità» e sta valutando una denuncia. Il maltolto ammonterebbe a 16mila franchi. «La situazione ci mette in difficoltà e imbarazzo, e abbiamo cercato di risolverla bonariamente. Ma in questi cinque mesi ha smesso di rispondere anche a noi». Stando ad ulteriori ricerche a seguito della pubblicazione dell'articolo, sembrerebbe che l'uomo abbia seri problemi di salute e sia imposssibilitato a rientrare in Svizzera per una questione di permessi. 

foto FVR
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