BIASCA
04.12.2017 - 11:360

Imminente l'accensione della centrale a biomassa

L'iniziativa rientra nella politica regionale promossa dal Cantone. «Contribuirà al mantenimento di una sessantina di posti di lavoro e ne creerà alcuni nuovi»

BIASCA - L'accensione della centrale a biomassa di Biasca è «imminente». A comunicarlo, «con orgoglio», è la cordata di imprenditori ticinesi che ha lanciato il progetto Sud Ceneri Nord (SCN). «In queste settimane sono in corso prove tecniche per la messa in funzione della centrale termica  e dell’impianto di produzione ed essiccazione della legna da ardere».

Il progetto coinvolge in prima fila sei aziende ticinesi: la NET SA (Nuova Energia Ticino di Croglio),e 5 aziende forestali (Afor Valli di Lugano SA, Afor Castor Sagl, Ecomac Sagl, Ul Chèmul Sagl e Valfor Sagl) situate nel territorio ticinese tra Olivone e Taverne.

Esse stanno sviluppando un progetto in 3 settori legati alla gestione del territorio e alla valorizzazione dei prodotti e degli scarti legnosi. La componente energetica del legno ticinese gioca in questa prima fase un ruolo centrale. «A giorni avverrà l’accensione della centrale termica a biomassa con annessa rete di teleriscaldamento. Forniremo vapore ad alta pressione che - da una parte - verrà utilizzato dalla Helsinn SA e dalla lavanderia cantonale dell’Ente ospedaliero cantonale, mentre - dall'altra - cominceremo gradualmente la fornitura di calore alla Scuola media, alla pista di ghiaccio, alla Spai e alle prime palazzine con una riduzione delle emissioni di CO2, principale causa dell’effetto serra, di oltre 3'000 tonnellate annue».

Il secondo tassello, promosso dalla Sud Ceneri Nord consiste nella produzione automatizzata di legna da ardere svizzera che sarà essicata mediante il calore in esubero della centrale termica. «L’obiettivo è la produzione di legna da ardere di qualità superiore che avrà una migliore combustione e di conseguenza benefici diretti per il cliente e l’ambiente. Il prodotto è una novità a livello cantonale e rappresenta sicuramente il futuro per quanto concerne l’utilizzo razionale e sostenibile delle risorse locali».

Questa iniziativa - sottolineano i creatori del progetto - è «un tassello importante e concreto della politica regionale, promossa dal Cantone Ticino in ambito della filiera bosco legno. Essa contribuirà al mantenimento di una sessantina di posti di lavoro, compresa una decina di apprendisti, e porterà alla creazione di alcuni nuovi posti».

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