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CANTONE
26.06.2017 - 15:240
Aggiornamento : 16:18

Uno sgradito ospite giapponese in Ticino

Degli esemplari di Popillia japonica, una specie di coleottero, sono stati avvistati a Stabio. È un organismo potenzialmente dannoso e del quale bisogna contenerne la diffusione

BELLINZONA - La Sezione dell’agricoltura del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) comunica che, la scorsa settimana, in una trappola a feromoni situata a Stabio nelle immediate vicinanze del confine del Gaggiolo, sono stati catturati tre adulti del coleottero giapponese, Popillia japonica (in seguito Pj), insetto inserito tra gli organismi di quarantena. Si tratta quindi, per definizione, di un organismo nocivo, potenzialmente dannoso per il nostro territorio, contro il quale vige una lotta ufficiale per contenerne la diffusione. L’obiettivo attuale è quello di eradicare questo primo focolaio, apparentemente molto contenuto.

Chi è - Coleottero scarabeide originario del Giappone.

Diffusione - Questo pericoloso coleottero è giunto in Europa dapprima nelle Isole Azzorre (Portogallo) nel 1970 e, più recentemente, in Italia. È stato avvistato per la prima volta nell'estate del 2014 nella zona del Parco del Ticino, riguardando sia il Piemonte (Provincia di Novara) che la Lombardia (Provincia di Varese, zona dell’aeroporto internazionale della Malpensa compresa).

Caratteristiche - È un piccolo coleottero, il cui adulto misura 8-12 mm di lunghezza e 5-7 mm di larghezza. Il colore è dato sostanzialmente dalle elitre (ala sclerificata tipica dei coleotteri) che sono color rame, mentre il capo ed il pronoto (zona immediatamente dietro alla testa) sono verde metallico. Le larve vivono nel terreno, sono lunghe 20 mm a maturità (3 stadi larvali) e sono molto simili a quelle di qualunque altro maggiolino: a forma di C, di colore bianco con capo e zampe marrone chiaro.

Possibili confusioni - Pj è caratterizzata dalla presenza sull’addome di cinque ciuffi di peli bianchi per lato (frecce rosse nell’immagine) e altri due all’estremità (freccia gialla, carattere fortemente distintivo). Queste sue particolarità permettono di distinguerla facilmente da altre specie già presenti nella nostra regione come il maggiolino degli orti (Phyllopertha horticola), la cetonia dorata (Cetonia aurata) e l’Anomala vitis. Il coleottero indigeno che assomiglia maggiormente per forma e dimensione a Pj è il giugnino (Mimela junii), il cui adulto ha colore simile a Pj e presenta anche delle macchie laterali bianche. Si distingue dal coleottero giapponese in quanto è un po’ più grande di Pj (lunghezza 15 mm), non presenta nessuna macchia a livello caudale e le elitre coprono tutto il corpo.

Quando è presente Pj - Gli adulti emergono dal terreno a partire da inizio-metà giugno (prima segnalazione 2017: 29 maggio, Turbigo, Ufficio fitosanitario Regione Lombardia) e l’inizio delle ovideposizioni avviene dopo pochi giorni, sotto la cotica erbosa. Il picco di presenza degli adulti è tra luglio e agosto. Compie una sola generazione/anno.

Danni - La larva infesta i prati, in particolare quelli irrigui di graminacee, nutrendosi delle radici. Gli adulti sono polifagi e attaccano piante spontanee, di pieno campo, ornamentali e forestali, determinando defogliazioni e distruzione della pianta e dei fiori. Gli adulti possono alimentarsi su quasi 300 specie vegetali, ma i danni più gravi interessano un numero limitato di piante. Tra le più colpite alle nostre latitudini ci sono acero, glicine, rosa, rovo, tiglio, olmo, mais, melo, pesco, soia e vite.

Misure di prevenzione, contenimento e controllo - Il Servizio fitosanitario continuerà con i controlli, sia visivi che tramite trappole a feromone, del territorio, in particolare attorno alla zona del ritrovamento. Alla popolazione si chiede gentilmente di segnalare qualsiasi caso sospetto.

Come fare in caso di avvistamento -  Fare una fotografia dell’insetto (importante per la validazione). Annotare luogo e data del ritrovamento; o se possibile, catturarlo, conservarlo in una scatola chiusa e, all’occasione, congelarlo. Segnalare subito il caso al Servizio fitosanitario della Sezione dell’agricoltura, via mail (servizio.fitosanitario@ti.ch) oppure telefonicamente (091 814 35 85/86/57).

 

 

 

Commenti
 
Giggina 1 anno fa su tio
No no...mi è arrivato dritto in faccia...
Lucauno 1 anno fa su tio
Sarà buono da mangiare?
centauro 1 anno fa su tio
Ma se fosse stato statunitense.....sarebbe stato gradito?........:-o
Giggina 1 anno fa su tio
Sabato sera ne ho avvistato uno nei pressi di Genestrerio, in effetti è una zona di piantagioni di Mais.
ramis 1 anno fa su tio
@Giggina Era un drone
ramis 1 anno fa su tio
@ramis Giggina sei forte, mi piacerebbe conoscerti.... fatti viva ciao e buona giornata
dino 1 anno fa su tio
Ecco un altro esempio dello scempio causato dal libero mercato mondiale. Non si tratta solo di merci e beni di consumo ma di inquinamento degli ecosistemi, fauna e flora. Ma quei microcefali al comando questo non interessa . Per loro contano i soldi e non il pianeta e ciò che ci vive!
miba 1 anno fa su tio
Nuova Pearl Harbour in Ticino, vogliamo la contraerea! :):)
curzio 1 anno fa su tio
Ecco.. altri parassiti stranieri! :-p
aquila bianca 1 anno fa su tio
@curzio Sono solo migranti... ;o) Ora bisogna stabilire dove e come verranno alloggiati.... ;O) Io mi domando e dico; UNA, almeno UNA cosa che non porti rogne, arriverà prima o poi senza invito... ??? ...... campa cavallo.... ;o) Ciao curzio, buona serata ;-)))
lo spiaggiato 1 anno fa su tio
Colpa di Schengen!... Quadri pensaci tu!...
Foxdilollo78 1 anno fa su tio
Ma mangia anche il poligono giapponese?? Se mangia la gramigna ne avrò ben presto anche nel mio "giardino"...
blocknotes 1 anno fa su tio
Se scrivete cosi' mettete poi la foto pero'... Se fate copia/incolla, prima di publicare è meglio rileggere
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