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Studenti verso l’esaurimento, la parola ai genitori

Insonnia cronica, weekend sui libri e tensioni: ecco le storie dei lettori di tio.ch. Il Decs: «Stress a scuola, come nella vita»
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Studenti verso l’esaurimento, la parola ai genitori
Insonnia cronica, weekend sui libri e tensioni: ecco le storie dei lettori di tio.ch. Il Decs: «Stress a scuola, come nella vita»
LUGANO - Studenti delle medie sempre più sotto pressione e alle prese con un insostenibile carico di lavoro, una realtà denunciata di recente da esperti, docenti e associazioni svizzere. E il Ticino? Non farebbe eccezione, almeno stando...

LUGANO - Studenti delle medie sempre più sotto pressione e alle prese con un insostenibile carico di lavoro, una realtà denunciata di recente da esperti, docenti e associazioni svizzere. E il Ticino? Non farebbe eccezione, almeno stando alle testimonianze di diversi genitori che ci hanno scritto raccontandoci il calvario quotidiano loro e dei loro figli.

«Mio figlio non dorme senza aver preso qualcosa» – «Fiori di Bach prima di andare a letto, è l’unico modo, altrimenti non dorme», ci scrive L.* , «se poi è settimana di espe non parliamone nemmeno, la notte in bianco è assicurata». Secondo lei il carico di lavoro è ben oltre l’eccessivo: «È normale fare test lunghi cinque fogli? È normale dover studiare 30 pagine di un libro di storia per un test? E mio figlio fa solo la seconda media…». Insomma tanta tanta teoria, anche per chi magari non è portato: «È un'esagerazione, ricordiamoci che non tutti loro finite le medie continueranno a studiare!».

«Non abbiamo più né sabati, né domeniche» – «Siamo tutti a un passo da una crisi di nervi, non solo i miei due figli (seconda e quarta media) ma anche noi», scrive M*. «La scuola pretende troppo, se non vai bene vieni considerato un fallito». A causa dello studio addio a gite e momenti passati insieme: «Noi ormai non abbiamo più né sabati né domeniche, non possiamo fare un bel nulla, li passiamo con loro che studiano per la settimana dopo».

Una vita nello stress – «Non penso che si possa parlare di stress dilagante e sistemico nelle medie ticinesi», commenta il capoufficio dell’insegnamento medio Francesco Vanetta, «di sicuro qualche caso c’è, ma non è un’epidemia e di sicuro il benessere degli studenti non è messo in secondo piano. La tensione, purtroppo, è la compagna della vita della nostra era: tempi più stretti, sollecitazioni costanti e la scuola è immersa nella società è impossibile che qualcosa non passi. Alcuni ragazzi hanno le agende più piene di quelle dei manager: finite le lezioni è tempo di doposcuola, studiare uno strumento e praticare sport. La vita di un adolescente di oggi è completamente diversa da quella di una volta. Se ci pensiamo bene, però, anche la nostra».

Teoria più della pratica - E per quanto riguarda il carico di lavoro, il sillabo (l’elenco di argomenti trattati, ndr.) è cambiato negli anni? «È progredito adattandosi alle necessità della società, vero è che rispetto a una volta si da più peso alla parte teorica tralasciando quella pratica. In questo senso è possibile che alcuni insegnanti chiedano parecchio. Soprattutto dei ragazzi dotati di quella che viene chiamata intelligenza pratica tutto ciò può di sicuro risultare pesante e stressante».

«Quattro su dieci continueranno a studiare» – A influire su questo cambio di paradigma motivi macroscopici ma anche locali e legati al territorio: «Il Ticino è uno dei Cantoni con il più alto tasso di studenti che dopo la scuola dell’obbligo opta per proseguire gli studi in un istituto medio-superiore e poi universitario. Si parla di circa il 40%», spiega Vanetta, «in questo siamo al top in Svizzera con Basilea Città e Ginevra, il tasso medio per la Confederazione è di circa il 20%». Il motivo? «Certi lavori qui da noi non li vuole fare più nessuno oppure c’è troppa concorrenza».  

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