CONFINE
28.10.2010 - 14:590
Aggiornamento : 23.11.2014 - 12:31

Nessuna traccia di Patrizia Rognoni, aveva aperto un negozio a Lugano

Patrizia Rognoni è scomparsa il 16 settembre del 2009. Ha lasciato la sua abitazione in tutta fretta. Un'amica ticinese: "Non vorrei che dietro a questa storia ci fosse la mafia"

VARESE - Nessuna traccia di Patrizia Rognoni, la donna di Castelveccana, in provincia di Varese, scomparsa dal 16 settembre 2009 assieme al suo portatile.

Di questo particolare si è parlato ieri durante la trasmissione "Chi l'ha visto" di Rai3 che è tornata ad occuparsi del caso. Una sparizione che - lo riporta la Provincia di Varese - non lascia adito a nessuna spiegazione e ci si inizia a interrogare su possibili ragioni nascoste proprio in quel portatile scomparso assieme alla donna. "Di sicuro – come hanno sottolineato le sue amiche in trasmissione – non se ne separava mai. Lo portava sempre con sé. Ogni giorno. Dal negozio che aveva aperto a Lugano alla casa di Castelveccana che ha lasciato la sera di quel mercoledì".

Una casa lasciata in tutta fretta, con le luci accese, assieme alla borsa e il cellulare, "Come se qualcosa o qualcuno l'avessero costretta a uscire", ha ricordato Valeria Pozzi, altra sua amica.

Gli inquirenti non nascondono che tra le ipotesi ci sia anche quella dell'omicidio. E lo stesso pensa anche una conoscente che a Lugano ha un'attività vicino alla sua: "Perché non si spiega altrimenti questo silenzio".

Patrizia ha lasciato anche sua figlia. Ora quel portatile, svanito nel nulla assieme alla 56enne sembra diventare un elemento da prendere seriamente in considerazione.

La sua attività a Lugano - Rognoni aveva dal 2007 un negozietto di abbigliamento e di piccoli oggetti in via Cattedrale.

Per le pratiche di apertura, come è stato riferito ieri alla trasmissione condotta da Federica Sciarelli, si era rivolta a una fiduciaria di Lugano alla quale avrebbe pagato 20mila franchi per fondare una Società a Garanzia Limitata. Sembra che gli affari, tuttavia, non andassero benissimo e che i guadagni erano molto limitati.

Desta anche sospetti e lascia perplessi il fatto che il negozio è stato chiuso in tutto fretta e che a distanza di tempo l'esercizio sia ancora sfitto. Un'amica ticinese di Rognoni ha addirittura avanzato il sospetto che dietro il suo caso ci sia una storia di mafia.

Copyright © 1997-2019 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2019-10-17 14:02:28 | 91.208.130.87