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PIAZZA GRANDE

“Marcello Marcello”, non un capolavoro ma godibile

Un film per tutti e in italiano: una buona scelta per la Piazza
“Marcello Marcello”, non un capolavoro ma godibile
Un film per tutti e in italiano: una buona scelta per la Piazza
di PIETRO MONTORFANI Croce e delizia di ogni direttore del festival locarnese, il film “in italiano” per la Piazza Grande (perché il film italiano della 61esima edizione – quello di Alessandro Baricco – era in inglese...) da sempre è...

di PIETRO MONTORFANI

Croce e delizia di ogni direttore del festival locarnese, il film “in italiano” per la Piazza Grande (perché il film italiano della 61esima edizione – quello di Alessandro Baricco – era in inglese...) da sempre è tra i più atte­si dal pubblico ticinese. Dopo i tanti flop inanellati nelle passate edizioni ( come dimenticare l’inarrivabile
Quale amore di Maurizio Sciarra, con una straziante Vanessa Incontra­da che moriva sulle rive del Ceresio?), la bella sorpresa di quest’anno è af­fidata ad una pellicola prodotta da Svizzera e Germania e diretta dall’i­talo- svizzero Denis Rabaglia: caratte­ristiche ideali per chiudere in bellez­za la terza “Giornata del cinema sviz­zero” voluta dall’Ufficio Federale del­la Cultura.
Marcello Marcello è un film per tut­ti, ambientato nei mari liguri e tosca­ni con una trama da fiaba mediterra­nea: il figlio del pescatore che, attra­verso accordi con tutte le “persona­lità” del suo paese (il prete, il macel­laio, la sarta, il barbiere...), cerca di procurarsi il regalo più bello per conquistare la figlia del sindaco. Alla storia d’amore adolescenziale si in­treccia così uno spaccato di vita in­sulare fatto di ripicche e di segreti rancori, dove alla fine (come in ogni fiaba che si rispetti) trionfa il bene.
L’impressione è quella di un Tornato­re annacquato, a metà tra Nuovo Ci­nema Paradiso e Malena, con attori non sempre all’altezza e spesso se­gnati da una fastidiosa cadenza di scuola. Ma il prodotto è godibile, ri­corda vagamente i telefilm di Don Matteo (qualche attore è persino lo stesso...) e sa incantare con musiche e paesaggi ovattati. Non grande cine­ma, ma una scelta azzeccata degli or­ganizzatori.

 

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