TICINO
26.09.2006 - 16:290
Aggiornamento : 13.10.2014 - 14:02

L’assemblea VPOD decide di lottare per il CCL

RIVERA - L'assemblea di lotta VPOD del personale delle istituzioni sociali del Cantone Ticino, svoltasi a Rivera il 25 settembre alla presenza di una settantina di lavoratori sociali, ha preso atto della situazione critica del rinnovo del Contratto Collettivo di Lavoro (CCL IS), che scade al 31 dicembre 2006 e che potrà essere disdetto entro il 15 novembre dalle parti.

"Le difficili trattative tra le parti e la pressione finanziaria posta dall'ente sussidiante sui contratti di prestazione - si legge in un comunicato stampa odierno della VPOD - s'incrociano con le incertezze legate al passaggio di competenze finanziarie dalla Confederazione ai Cantoni nel settore invalidi. Dopo la vittoria ottenuta dal sindacato VPOD con il referendum del 12 marzo 2006, che ha permesso di annullare il contributo del 2,2% prelevato sui salari, i lavoratori del settore sociale, con il pieno appoggio di tutto il Sindacato dei servizi pubblici VPOD Ticino, intendono battersi per fare avanzare le loro rivendicazioni".

"L'assemblea ha deciso di organizzare delle assemblee nelle diverse istituzioni sociali; nelle prossime settimane in ogni istituzione saranno convocate delle assemblee di lotta per presentare e sostenere le rivendicazioni sindacali in vista del rinnovo del CCL. Nelle prossime settimane è urgente organizzare un'assemblea cantonale unitaria dei lavoratori del settore sociale, specialmente qualora la trattativa non progredisca e il contratto collettivo di lavoro sia messo a repentaglio. La VPOD propone il lancio di una petizione al Consiglio di Stato, in particolare all'attenzione della consigliera di Stato Patrizia Pesenti, affinché affronti dal lato politico e finanziario i gravi problemi sollevati dalle rivendicazioni sindacali, già esposti in più occasioni ai rappresentanti del Dipartimento socialità e sanità. Problemi che incidono pesantemente sulla qualità del lavoro e sulla parità di trattamento tra le diverse categorie professionali e i dipendenti delle diverse istituzioni sociali. Per affrontare in modo coerente ed efficace i problemi delle istituzioni sociali, è creato un comitato di lotta e di trattativa dei lavoratori sociali VPOD, che affianca la segreteria sindacale in questo difficile momento".

"Chiederemo - continua la VPOD - una norma nel contratto collettivo di lavoro che preveda per le parti la richiesta di rendere obbligatorio il contratto collettivo di lavoro in Ticino, di modo che tutti gli istituti sociali debbano praticare le medesime condizioni di lavoro e non vi sia più concorrenza sleale sul costo del personale nei contratti di prestazione. Bisogna evitare la concorrenza sleale di chi non firma il CCL tramite l'applicazione di condizioni di lavoro inferiori a quelle del CCL. La cantonalizzazione dal 2008 del finanziamento di varie istituzioni sociali rende urgente questa norma".

"Chiederemo nel contratto collettivo una norma che determini il passaggio a casse pensioni comunali o cantonali o pubbliche, che non lucrano sulle spalle dei lavoratori, nonché la possibilità di prepensionamento da 60 anni".

"Come primo passo chiederemo che l'Ufficio cantonale del lavoro effettui uno studio sulla salute di questi operatori per adottare le necessarie misure organizzative e di riposo a tutela dei lavoratori".

"Parteciperemo ai gruppi di lavoro per determinare i criteri di qualità e quantità del personale che fornisce le prestazioni riconosciute dal Cantone".

"Chiederemo una norma nel CCL".

Ed infine: "Chiederemo una modifica della norma nel CCL".

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