Anche i governi cantonali francofoni dicono no

Governi della Svizzera occidentale contro il taglio del canone: «La SRG SSR è essenziale per la coesione nazionale».
LOSANNA - Una nuova presa di posizione contro l'iniziativa "200 franchi bastano!": questa volta è il turno dei governi cantonali con popolazione francofona, che temono le conseguenze di una riduzione del canone sulle minoranze linguistiche.
La SRG SSR è un "vettore di coesione nazionale e diversità culturale" che "non si limita alla produzione di informazioni, ma costruisce ponti tra le regioni, i cantoni, con gli svizzeri all'estero e a livello internazionale", ha affermato in una conferenza stampa a Losanna la consigliera di stato ginevrina Nathalie Fontanet. La rappresentante del PLR era accompagnata dalla presidente del consiglio di stato vodese Christelle Luisier Brodard e dal ministro giurassiano Stéphane Theurillat, tutti e tre membri della Conferenza dei governi della Svizzera occidentale (CGSO), a cui fanno capo Berna, Friburgo, Ginevra, Giura, Neuchâtel, Vaud e Vallese.
Sul tema si voterà l'8 marzo. Come noto gli iniziativisti danno una lettura diversa dell'impatto che la proposta di modifica costituzionale avrà sulle regioni linguistiche: a loro avviso sostenere che vi sarà una drastica riduzione dei programmi regionali è puro allarmismo. Anche dopo l'accettazione dell'iniziativa la SRG SSR disporrà infatti almeno 850 milioni di franchi e continuerà pertanto a essere in grado di fornire in tutte le lingue programmi d'informazione radiotelevisivi di elevata qualità, sostiene il comitato.



