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«Siamo in una nuova era. Trump? A volte non bisogna fermarsi ai dettagli»

Le parole di Ignazio Cassis dalla "House of Switzerland" al WEF. Il "ministro" degli Esteri ha parlato anche del controverso "Board of Peace": «Diversi dettagli ambigui»
AFP
Fonte ats
«Siamo in una nuova era. Trump? A volte non bisogna fermarsi ai dettagli»
Le parole di Ignazio Cassis dalla "House of Switzerland" al WEF. Il "ministro" degli Esteri ha parlato anche del controverso "Board of Peace": «Diversi dettagli ambigui»

DAVOS - L'edizione di quest'anno del Forum economico mondiale (WEF) dimostra che il mondo è entrato in una nuova era. Lo ha dichiarato oggi a Davos (GR), dalla House of Switzerland, il consigliere federale Ignazio Cassis.

Il "ministro" degli esteri ha messo in evidenza come la situazione mondiale abbia portato a una maggiore necessità di dialogo fra gli attori globali. Il tutto osservando anche altri punti di vista, magari di Paesi africani e asiatici, che hanno tutt'altre filosofie di quelle del mondo occidentale e che a volte mettono in evidenza la doppia morale di quest'ultimo. Un tale confronto fa bene.

I numerosi conflitti, la Groenlandia, i rapporti fra Cina e Stati Uniti, sono tutti argomenti importantissimi che ci fanno capire che siamo entrati in una nuova era, ha detto il ticinese. In questa era stiamo cercando un'interpretazione, di cosa stiamo parlando esattamente? Che obiettivi perseguiamo? «Tutto ciò l'ho percepito in maniera drammatico nell'edizione di quest'anno» del WEF, che ha attirato un numero incredibile di partecipanti.

Dobbiamo anche ammettere - ha continuato il consigliere federale - che molto rimane poco chiaro. Non possiamo far finta di aver capito tutto, c'è un continuo movimento, fatto tipico appunto di una nuova era, di un nuovo mondo. La Confederazione dovrà partecipare e dire la sua su come plasmare questa nuova realtà, ha affermato.

Non guardare i dettagli
Rispondendo a una domanda sulle critiche mosse ieri da Donald Trump nei confronti di Karin Keller-Sutter, Cassis ha spiegato che nel successivo incontro con il presidente statunitense si è parlato dei rapporti bilaterali e non si sono fatti commenti su quanto detto. Anche questo - ha detto - fa parte della nuova era, in cui forse non valgono più le stesse regole di prima. «A volte non bisogna fermarsi a guardare troppo i dettagli» e continuare a lavorare. Un discorso simile può essere tra l'altro fatto con l'approccio dello stesso Trump sulla Groenlandia, ha affermato.

Riguardo all'approccio della Svizzera sul Board of peace, Cassis ha sottolineato che ci sono diversi dettagli ancora ambigui. Il tutto va quindi chiarito prima che la Confederazione possa dire la propria opinione. Quel che è certo - ha ricordato - è che la Svizzera lavora sempre per la pace.

La presidenza Osce
Più in generale, Cassis ha messo in evidenza l'importanza degli Stati Uniti per la sicurezza globale, anche per quel che riguarda il conflitto in Ucraina. Avendo quest'anno la presidenza dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), la Confederazione è particolarmente implicata in queste tematiche. Proprio in questa veste ufficiale, Cassis ha in programma viaggi a Kiev, Mosca e Washington, se la situazione lo permetterà. Visto che molto dipende dall'evoluzione delle cose, non sono ancora in agenda date ufficiali.

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