SVIZZERALa politica agricola è un «cavallo di Troia»

11.08.20 - 08:11
Il presidente dell'Unione svizzera degli agricoltori critica aspramente la Confederazione.
Keystone (archivio)
Fonte ats
La politica agricola è un «cavallo di Troia»
Il presidente dell'Unione svizzera degli agricoltori critica aspramente la Confederazione.
«Quello che mi preoccupa enormemente è che in Svizzera ci vengono imposte sempre più normative. Ma quando si tratta di carne di manzo e pollo importata, Berna chiude gli occhi», attacca Markus Ritter.

BERNA - Il presidente dell'Unione svizzera degli agricoltori (USC), Markus Ritter, critica aspramente la politica agricola della Confederazione. «Il Consiglio federale ci vuole offrire un cavallo di Troia», dice in un'intervista pubblicata dalla Neue Zürcher Zeitung.

«Quello che mi preoccupa enormemente è che in Svizzera ci vengono imposte sempre più normative. Ma quando si tratta di carne di manzo e pollo importata, Berna chiude semplicemente gli occhi», afferma Ritter. Il rapporto sulla riforma agricola dice esplicitamente che standard per la sostenibilità dei prodotti sono impossibili da inserire negli accordi di libero scambio, precisa il presidente dell'USC, che è pure consigliere nazionale per il PPD (SG).

«Se il Parlamento ci imporrà tante regolamentazioni quante ne prevede la riforma agricola, io non potrò accettare l'accordo di libero scambio con il Mercosur», il mercato comune dell'America meridionale che comprende Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. «Lotterò contro il Mercosur. E lo farò con veemenza», avverte.

Secondo Ritter ci sono due opzioni per l'agricoltura svizzera: «Od otteniamo con i voti dei liberali-radicali una politica agricola di prossimità, che lascia spazio al libero scambio; oppure ci avviciniamo ai Verdi e chiudiamo la porta al libero mercato».

In febbraio Ritter aveva proposto un'alleanza con il partito ecologista. I contadini sarebbero chiamati a introdurre standard ambientali leggermente più elevati e in cambio sosterrebbero i Verdi nelle loro richieste concernenti le importazioni agricole. Gli ecologisti si erano dichiarati pronti a discuterne.

Nell'intervista, il presidente dell'USP critica anche la strategia di autosufficienza alimentare della Svizzera. «Tre anni fa in Parlamento ci era stato promesso che la Svizzera avrebbe mantenuto il suo livello di autosufficienza. Ora il Consiglio federale dice: "Dimentichiamoci la produzione, importiamo più cibo"», conclude Ritter.

COMMENTI
 
SosPettOso 2 anni fa su tio
In realtà le regole dell'OMS sui trattati di libero scambio permetterebbero di bloccare qualsiasi merce che non soddisfa i criteri locali di chi importa. Ma la nostra politica fa gli interessi dei grandi importatori e dei grandi gruppi e delle multinazionali, mica quelli dei nostri produttori...
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