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Droghe, sigarette e telefonini in carcere: condannato un secondino

«Ho ricevuto i pacchi e li ho consegnati», ha ammesso in aula l'imputato.
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Fonte ats
Droghe, sigarette e telefonini in carcere: condannato un secondino
«Ho ricevuto i pacchi e li ho consegnati», ha ammesso in aula l'imputato.

ZURIGO - Un ex secondino del penitenziario Pöschwies di Regensdorf (ZH) è stato condannato a una pena detentiva di 24 mesi, sospesi con la condizionale, per aver introdotto nel carcere marijuana, hashish, cocaina e telefoni cellulari. Il Tribunale distrettuale di Dielsdorf (ZH) ha giudicato oggi il 64enne colpevole di crimine commesso in banda e ripetuti crimini contro la legge sugli stupefacenti. «Ho ricevuto i pacchi e li ho consegnati», ha ammesso in aula l'imputato, sostenendo di essersi trovato coinvolto in qualcosa e di «non aver tirato in tempo il freno di emergenza». L'ex agente di custodia ha inoltre sostenuto di essere stato solo un corriere e di non essere stato a conoscenza del contenuto di quei pacchi.

L'uomo era accusato di aver messo in piedi il traffico di stupefacenti nel più grande carcere chiuso della Svizzera (circa 400 detenuti) insieme ad altri tre imputati. Stando all'atto d'accusa, la banda era composta dall'ex secondino, da due detenuti e da una parente di un carcerato. Secondo l'accusa, l'ex agente di custodia e la familiare portavano la droga all'interno del carcere. Una volta lì, i due detenuti si occupavano della rivendita. Il procedimento penale era partito da una denuncia sporta dal penitenziario. Nel luglio 2022 la polizia ha effettuato una retata, durante la quale i quattro imputati sono stati arrestati in tre diversi Cantoni e posti in detenzione preventiva.

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