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FRIBURGORicatto fra adolescenti: «Se non mi versi i soldi, pubblico le tue foto nuda»

30.01.24 - 06:30
Un caso di sextortion a processo a Friburgo simbolo di un fenomeno (nuovamente) in crescita, soprattutto fra i giovanissimi
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Ricatto fra adolescenti: «Se non mi versi i soldi, pubblico le tue foto nuda»
Un caso di sextortion a processo a Friburgo simbolo di un fenomeno (nuovamente) in crescita, soprattutto fra i giovanissimi

FRIBURGO - Foto di nudo scambiate via messaggi perché c'è simpatia, poi a un certo punto lui cambia idea e inizia a ricattarla.

Una storia di sextortion apparentemente come tante altre, quella finita davanti al Ministero pubblico del canton Friburgo, che ha però una discriminante abbastanza particolare: quello dell'età. Già perché sia l'aguzzino che la vittima hanno 18 anni.

La vicenda, scrive 20 Minuten, inizia a gennaio 2023. Marco* conosce Anna* su Snapchat, c'è intesa e lui le propone di scambiarsi foto intime. Una volta ricevute, ben poco romanticamente, lui risponde inviandole le sue coordinate bancarie: «Se non paghi, le renderò pubbliche».

Il ricatto del giovane è giunto a buon fine, e la ragazza ha iniziato a versargli soldi. E non pochi. Stando agli atti, infatti, in totale sarebbero finiti nel borsello del ricattatore 14'850 franchi. Con quei soldi, l'adolescente si è poi comprato una Golf VII.

Alla fine del processo, conclusosi lunedì, Marco è stato ritenuto colpevole di estorsione ed è stato condannato a pagare una multa di 2'000 franchi, sospesa con la condizionale, oltre a un'altra multa da 400 e 355 franchi di spese processuali.

Nel corso del procedimento, l'imputato si è mostrato pentito e si è scusato con la parte lesa scrivendo una lettera. Ha anche restituito tutto il maltolto. Un comportamento, il suo, che ha influenzato in maniera importante la decisione di pena.

*nomi noti alla redazione

Vittime sempre più giovani
La truffa delle sextortion ha ormai (purtoppo) una lunga storia, ma recentemente ha assunto proporzioni ancora più preoccupanti. A confermarlo alla NZZ è Patrick Jean, portavoce dell'Ufficio federale di polizia (Fedpol): «Di solito a portare avanti questo tipo di ricatti erano persone adulte o almeno maggiorenni. Da diversi mesi osserviamo una maggiore diffusione fra i minorenni, soprattutto fra le vittime». Secondo Jean, una vittima giovane, è generalmente più vulnerabile e disposti a cedere alle pressioni degli aguzzini.


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