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LOSANNA«Detenzione ingiusta, va liberato»

30.11.23 - 12:15
Il Tribunale federale ha ordinato l'immediato rilascio di un uomo di Lucerna detenuto per motivi di sicurezza dopo una condanna.
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Fonte Ats
«Detenzione ingiusta, va liberato»
Il Tribunale federale ha ordinato l'immediato rilascio di un uomo di Lucerna detenuto per motivi di sicurezza dopo una condanna.

LOSANNA - Il Tribunale federale (TF) ritiene improbabile che una misura terapeutica in un ambiente chiuso possa essere predisposta in un secondo tempo quando le condizioni del giovane erano note da diversi anni.

Secondo la Suprema Corte, la Procura lucernese non aveva richiesto subito una perizia psichiatrica sull'imputato nonostante ci fossero chiari indizi di un disturbo mentale: un modo di procedere non corretto.

La vicenda riguarda un giovane lucernese che nel settembre 2019 era stato condannato per lesioni personali a una pena di 150 giorni di detenzione. La sospensione della pena era subordinata a una curatela e a una terapia. L'uomo, che all'epoca dei fatti aveva 24 anni, non aveva rispettato queste misure e aveva quindi dovuto scontare la pena.

Al momento del rilascio, il Ministero pubblico di Lucerna aveva richiesto che venisse ordinato un trattamento ospedaliero e che l'uomo venisse posto in detenzione per motivi di sicurezza: secondo la Procura, la persona era pericolosa. Questa tesi si basava sul comportamento aggressivo rilevato nella sentenza del 2019 e su una perizia effettuata nella primavera del 2023.

Gravi problemi psichici

La psichiatra che ha redatto la perizia sosteneva che, all'epoca dei fatti, l'autore del reato soffriva di gravi disturbi mentali e che la sua pericolosità non era stata apparentemente riconosciuta nel 2019.

E ciò malgrado il giovane avesse già trascorso un periodo in una struttura psichiatrica prima della sua condanna nel 2019. La relazione di dimissione faceva riferimento al peggioramento di un disturbo psicotico e all'aggressività nei confronti di chi lo circondava.

La psichiatra aveva quindi raccomandato una terapia stazionaria in una struttura specializzata. Nella sentenza pubblicata oggi, il Tribunale federale mette in dubbio il sussistere delle condizioni per ordinare tale misura una volta scontata la pena.

I giudici di Mon Repos hanno definito "negligenza" il fatto che il Ministero pubblico abbia aspettato che il giovane scontasse la pena per procedere a quest'ulteriore esame. In queste circostanze, la giustificazione di una misura ordinata dopo il fatto appare traballante. La sua detenzione continua è quindi ingiustificata.

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