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VALLESE / VATICANO

Il gesto odierno dei Lefebvriani è «più grave del 1988»

La Diocesi di Sion ha espresso «enorme preoccupazione» per quanto avvenuto a Ecône
Il gesto odierno dei Lefebvriani è «più grave del 1988»
AFP
Fonte Ats Ans
Il gesto odierno dei Lefebvriani è «più grave del 1988»
La Diocesi di Sion ha espresso «enorme preoccupazione» per quanto avvenuto a Ecône

ECÔNE - Quanto accaduto oggi ad Ecône (VS), la consacrazione da parte dei Lefebvriani di quattro nuovi vescovi contro la volontà del Papa, «è un fatto gravissimo, è qualcosa molto di molto doloroso, ancora più grave di quando fu comminata la prima scomunica nel 1988. Si sperava che con l'accoglienza che c'era stata qualcosa potesse cambiare. E invece un atteggiamento così pervicace, così duro, dispiace e non fa il bene della Chiesa». Lo dice all'agenzia italiana ANSA monsignor Bruno Forte, teologo e arcivescovo di Chieti-Vasto.

«La speranza di ricucire ci deve essere sempre e lo dimostra da sessanta anni il dialogo ecumenico. Ma non si può fare a prezzo della verità. In nome del dialogo non puoi fare il comodo tuo», commenta mons. Forte rilanciando le parole del Papa, ovvero che i Lefebvriani, con il gesto di oggi, «hanno voluto lacerare la tunica di Cristo». «Sono stati ignorati tutti gli sforzi» di andare loro incontro «fatti sia da Benedetto XVI che da Francesco», aggiunge il teologo.

«È una ferita tristissima, tanto più grave perché consumata da vescovi», «era stato fatto del tutto per andare loro incontro». La risposta «è stata, come accade in ogni scisma, una disobbedienza a chi ha il compito di essere il capo della Chiesa».

Per mons. Forte «dietro c'è una motivazione politica, quella di volere rispettare ad ogni costo l'ordine costituito dalla tradizione ma è una lettura assolutamente forzata e strumentale».

La Diocesi di Sion, da parte sua, ha espresso «profonda tristezza e un'enorme preoccupazione» in seguito all'episodio odierno. La diocesi «si rammarica immensamente che i ripetuti appelli del Papa all'unità e al dialogo non siano stati ascoltati. Accompagna in particolare con la preghiera i fedeli turbati da questi eventi e li invita a rimanere nella comunione della Chiesa.»

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