Centrali nucleari, miliardi spesi e rischio dipendenza

Al via campagna referendaria contro il ritorno al nucleare. Timori per sicurezza, costi e autonomia energetica al centro della mobilitazione dei contrari.
BERNA - Nuove centrali nucleari renderebbero la Svizzera dipendente, costerebbero miliardi e frenerebbero lo sviluppo delle energie rinnovabili. È quanto ritiene una coalizione di Verdi, PS, Verdi Liberali e diverse organizzazioni, che si oppone al controprogetto all'iniziativa "Stop al blackout", approvato dalle Camere federali nella sessione estiva. Affinché il loro referendum riesca, hanno tempo fino all'8 ottobre per raccogliere 50'000 firme.
Il controprogetto indiretto soddisfa l'obiettivo principale dell'iniziativa, ovvero la revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari in Svizzera, ragione per cui i suoi promotori l'hanno ritirata ieri.
La decisione va contro la volontà popolare di abbandonare il nucleare puntando sulle energie rinnovabili, ha criticato oggi la coalizione "No alle nuove centrali nucleari", all'origine del referendum, chiedendosi se Fukushima e Cernobyl non siano stati avvertimenti sufficienti.
Un ritorno al nucleare esporrebbe la Svizzera a rischi considerevoli, secondo i promotori del referendum. Oltretutto - hanno aggiunto - una nuova centrale nucleare costa almeno 25 miliardi di franchi. Il Consiglio federale non ha per ora precisato come sarebbero finanziati.



