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SVIZZERA

La Svizzera rischia di restare senza elettricità il prossimo inverno?

Se il blocco dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi a lungo, questo pericolo esiste. Lo ha dichiarato oggi la Commissione federale dell'energia elettrica ElCom.
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Fonte 20Minuten/DeliaBachmann
La Svizzera rischia di restare senza elettricità il prossimo inverno?
Se il blocco dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi a lungo, questo pericolo esiste. Lo ha dichiarato oggi la Commissione federale dell'energia elettrica ElCom.

BERNA - Per dieci mesi, tra maggio 2025 e marzo 2026, la centrale nucleare rossocrociata di Gösgen (SO) è rimasta ferma. Questo a causa di una criticità rilevata durante una revisione. Solo a marzo l’impianto, che in inverno copre circa il 13% del fabbisogno elettrico svizzero, ha ripreso la produzione.

Grazie alle importazioni, soprattutto di energia nucleare dalla Francia, la Svizzera è comunque riuscita a superare senza difficoltà la stagione fredda. Ora però la guerra in Iran introduce nuove incertezze.

Già, perché oggi in conferenza stampa la Commissione federale dell’energia elettrica (ElCom) ha comunicato che il blocco dello stretto di Hormuz rappresenta un rischio anche per la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico in Svizzera. In concreto, la questione riguarda la disponibilità e il prezzo del gas naturale liquefatto (GNL) utilizzato nelle centrali per produrre elettricità.

Si rischia, «in uno scenario estremo», la carenza di elettricità
In uno «scenario estremo», una carenza di gas potrebbe, secondo Elcom, influire anche sulla stabilità dell’approvvigionamento elettrico europeo e svizzero: «Le centrali a gas svolgono un ruolo importante nella sicurezza dell’approvvigionamento in Europa». Attualmente, i livelli di stoccaggio nei depositi europei sono bassi e, secondo Elcom, non è certo che possano essere nuovamente riempiti entro l’inizio dell’inverno.

Tuttavia, i prezzi attuali non indicano che il mercato si aspetti una carenza. E nonostante l’incertezza geopolitica restano nettamente inferiori rispetto a quelli degli «anni di crisi 2021/2022». Da un lato, oggi l’Europa dispone di maggiori capacità nei terminali di GNL e quindi di maggiore flessibilità nelle importazioni di gas. Dall’altro, la disponibilità delle centrali nucleari francesi è eccezionalmente elevata.

«Rischio residuo»
Resta comunque un «rischio residuo» per la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico nel prossimo inverno. La situazione potrebbe diventare critica se lo stretto di Hormuz dovesse restare chiuso a lungo e i depositi europei di gas non riuscissero a riempirsi adeguatamente, mentre temperature rigide e una minore produzione da fonti rinnovabili farebbero aumentare sensibilmente il consumo di gas.

Le lezioni del blackout iberico
La Svizzera ha tratto insegnamenti anche dal blackout verificatosi nella Penisola iberica nell'aprile 2025. Il rapporto finale, alla cui elaborazione ElCom ha contribuito, mostra che all'origine del blackout generale vi sono state diverse cause simultanee. «Un incidente simile sembra oggi improbabile in Svizzera a causa del suo mix di produzione specifico, della sua situazione geografica e della sua forte interconnessione internazionale», ha sottolineato ElCom. Tuttavia, occorre tenere conto delle conclusioni del rapporto.

Si tratta in particolare di garantire il mantenimento della tensione lungo la rete elettrica per preservarne la stabilità durante lo sviluppo delle energie rinnovabili. In questo contesto, ElCom sottolinea la necessità di accelerare la manutenzione e il rinnovo della rete di trasporto dell'elettricità. Circa il 60% dei circa 12 mila tralicci ha tra i 50 e gli 80 anni.

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