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Le città più amiche delle biciclette? Non sono quelle ticinesi

Nella classifica delle località più a misura di bici bisogna scendere a metà classifica per trovare Bellinzona e Locarno. In testa c'è la piccola città di Burgdorf (Berna). I dati arrivano da Pro Velo, che ha interpellato 38mila cicliste e ciclisti.
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Fonte Tages-Anzeiger
Le città più amiche delle biciclette? Non sono quelle ticinesi
Nella classifica delle località più a misura di bici bisogna scendere a metà classifica per trovare Bellinzona e Locarno. In testa c'è la piccola città di Burgdorf (Berna). I dati arrivano da Pro Velo, che ha interpellato 38mila cicliste e ciclisti.

ZURIGO - Quanto è amica delle biciclette la tua città? È questa la domanda che Pro Velo Svizzera ha fatto a 38mila cicliste e ciclisti. E la risposta - per la gran parte degli interpellati - è stata deludente. Ne parla in un articolo il Tages-Anzeiger. Cinquantasei le città messe sotto i riflettori, con una valutazione espressa in voti scolastici: il 6 equivaleva a ottimo, 4 sufficiente, dal 4 in giù insufficiente.

La media svizzera di soddisfazione rispetto a quanto siano a misura di bicicletta le città elvetiche è piuttosto bassina: 3,9. Solo la piccola città di Burgdorf (Berna) ottiene un 4,4 di media piazzandosi al primo posto. Al 2º posto troviamo Cham, Köniz, Münsingen e Winterthur e poi Berna, Basilea e Ginevra. E le città ticinesi? La peggiore Lugano (3,1) che va a occupare l'ultimo posto in classifica detenuto fino al precedente sondaggio da Zurigo; fanno meglio Bellinzona e Locarno che con quel 3,9 si piazzano a metà classifica.

Le note dolenti: sicurezza e comfort
Secondo i dati di Pro Velo, a Lugano, in diverse città vallesane e nella Svizzera occidentale, il 13 per cento degli intervistati ha dichiarato di avere avuto «almeno un incidente nei 12 mesi precedenti» mentre «l'1,8 è stato coinvolto in più incidenti». Una delle maggiori criticità è risultata essere il mancato «rispetto della distanza quando vengono sorpassati dalle automobili o da altre biciclette, in particolare dalle bici elettriche». Il comfort resta un problema: semafori poco tarati sul traffico ciclistico e cantieri difficili da aggirare complicano la vita a chi gira in città in bici.

Pro Velo: «Risultati del sondaggio un campanello d'allarme»
Per Pro Velo i dati emersi sono un vero e proprio campanello d’allarme. Nelle città svizzere si fa troppo poco sull'infrastruttura ciclabile. «Lo sviluppo è troppo lento - afferma al quotidiano zurighese Hasan Candan, vicepresidente di Pro Velo Svizzera - in generale è deludente constatare che la sicurezza percepita aumenti appena. I sondaggi mostrano che la metà della popolazione sarebbe felice di andare in bicicletta, se ci fossero buone piste ciclabili separate». E si attende che «i Cantoni applichino la nuova legge sulla mobilità ciclabile in modo rapido e di qualità».

L’Ufficio federale delle strade registra un deciso aumento dell'uso della bicicletta, ma allo stesso tempo anche quello degli incidenti. E il portavoce di Thomas Rohrbach parla della necessità di «aumentare la sicurezza». L’attuazione della legge sulle piste ciclabili va in questa direzione, a suo avviso, visto che «si sta procedendo secondo i piani».

Per USTRA però il nodo infrastruttura non è la sola panacea a tutti i mali della viabilità verde su due ruote: «Le analisi mostrano che molti degli incidenti gravi in bicicletta sono auto-incidenti, soprattutto con le bici elettriche. Per la sicurezza resta fondamentale il rispetto reciproco, soprattutto verso gli utenti della strada più deboli». Per l'Associazione delle città invece costruire più piste ciclabili resta prioritario per garantire l'incolumità di cicliste e ciclisti e fa appello al sostegno di Confederazione e Cantoni.

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