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SVIZZERA

Liberalizzazione della cannabis: minori da tutelare, «fin dall'inizio»

Gli abusi che si verificano con alcol e tabacco vanno evitati, sottolinea la Croce Blu Svizzera
PEXELS DIEGO BARROS
Fonte Croce Blu Svizzera
Liberalizzazione della cannabis: minori da tutelare, «fin dall'inizio»
Gli abusi che si verificano con alcol e tabacco vanno evitati, sottolinea la Croce Blu Svizzera

BERNA - La Commissione della sanità del Consiglio nazionale svizzero si prepara a esaminare, nella sessione dal 6 all’8 maggio, il progetto di legge sulla liberalizzazione della coltivazione, del commercio e del consumo di cannabis tra gli adulti. Il testo preliminare include alcune misure di prevenzione ma presenta ancora lacune rilevanti, soprattutto sul fronte della tutela dei giovani.

Allentamento e severità
Secondo la Croce Blu Svizzera, organizzazione che storicamente si batte contro gli effetti negativi del consumo di sostanze come alcol e stupefacenti, è necessario rafforzare in modo significativo la protezione dei minori e definire regole differenziate in base alle fasce d’età. L’organizzazione chiede inoltre la depenalizzazione del consumo anche per gli adolescenti, sul modello di quanto avviene per alcol e tabacco, mantenendo però il divieto assoluto di vendita ai minori. In caso di violazioni, dovrebbe essere prevista la revoca della licenza per i rivenditori. «Chi vende cannabis ai giovani accetta il rischio di danneggiarli. Con alcol e tabacco abbiamo già troppi casi di violazione dei divieti: con la cannabis deve essere diverso fin dall’inizio», ha dichiarato Marc Peterhans, direttore del Blaue Kreuz Svizzera.

Un modello, tre livelli
Il modello proposto si basa su tre livelli distinti: minori, giovani adulti e adulti oltre i 25 anni. Per questi ultimi è fondamentale una piena consapevolezza dei rischi, così da poter prendere decisioni informate. I giovani adulti, invece, necessitano di maggiore tutela: per loro si propone l’accesso esclusivo a prodotti con basso contenuto di THC, a causa dei possibili effetti sullo sviluppo cerebrale. Ai minori non dovrebbe essere consentito alcun accesso alla sostanza. Parallelamente, viene sottolineata la necessità di una rete nazionale di informazione, consulenza, individuazione precoce e intervento tempestivo. «Lo Stato dovrebbe procedere alla legalizzazione solo quando sarà in grado di garantire una protezione adeguata e un’offerta sufficiente di servizi di consulenza», ha aggiunto Peterhans.

Tra le richieste principali figura anche il divieto di vendita online e tramite distributori automatici, ritenuti fattori che favoriscono un aumento dei consumi e dei comportamenti impulsivi, soprattutto nelle ore serali e notturne. Viene inoltre evidenziata l’importanza di mantenere adeguate distanze tra i punti vendita e i luoghi frequentati dai giovani, come scuole e impianti sportivi.

Protezione dal fumo passivo: un problema irrisolto
Un altro nodo riguarda la protezione dal fumo passivo. Secondo la Croce Blu, le norme attuali sul tabacco sono già insufficienti, soprattutto per bambini e adolescenti, e il progetto di legge sulla cannabis non colma questa lacuna. «Manca una protezione efficace dal fumo passivo, in particolare per i più giovani», ha affermato Peterhans, sottolineando la necessità di estendere i divieti a tutti gli spazi pubblici, inclusi ristoranti, terrazze, parchi giochi, fermate dei mezzi pubblici, scuole e anche veicoli in presenza di minori.

L’organizzazione sostiene comunque alcuni elementi del progetto, tra cui il monopolio statale, il sistema di licenze cantonali, il divieto totale di pubblicità, il packaging neutro, il divieto di additivi, i controlli tramite acquisti test e la tracciabilità dei prodotti lungo tutta la filiera.

Infine, la Croce Blu esprime rammarico per il fatto che il Parlamento non abbia atteso i risultati dei progetti pilota attualmente in corso, che avrebbero potuto fornire indicazioni utili per una regolamentazione più efficace. «Un indebolimento della protezione dei giovani non è accettabile. Non sosterremo una legge che non garantisca tutele adeguate», ha concluso Peterhans.

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