«Le vittime hanno bisogno di sicurezza, ora e negli anni a venire»

Il presidente della Confederazione Parmelin ha ribadito che nessuna fattura sarà inviata alle persone ferite
ROMA - «Per noi resta fondamentale una cosa - e lo dico con grande chiarezza - che si tratta di una tragedia enorme con famiglie che hanno perso dei cari e altre con feriti gravi. Ora stiamo valutando eccezioni alle regole Ue sui rimborsi: c'è una clausola che permette deroghe, se i Paesi saranno d'accordo». Lo conferma, in un'intervista al quotidiano italiano Il Messaggero, il presidente della Confederazione Guy Parmelin, parlando dell'incendio di Capodanno a Crans-Montana (VS).
«Ribadisco quanto detto alla presidente Meloni - prosegue Parmelin -: nessuna fattura sarà inviata alle persone ferite, i parenti non avranno nulla da pagare. Quelle che sono state inviate erano delle semplici copie, perché la legge svizzera obbliga le assicurazioni a trasmettere i documenti per permettere alle persone di verificare se sono corretto o meno».
«Ora però - aggiunge il presidente della Confederazione - questa pratica è stata interrotta e non si ripeterà. Saranno le assicurazioni sulle malattie a coprire i costi e, se non sarà sufficiente, interverrà la legge svizzera sull'aiuto alle vittime in caso di eventi gravi, che coprirà la differenza. È importante chiarire che si tratta di un sistema tra assicurazioni e tra Stati, che funziona in entrambi i sensi ed è basato su una direttiva europea applicata da tutti i Paesi. Esiste una clausola che consente eccezioni, se gli Stati sono d'accordo. È questa possibilità che il Consiglio federale intende esaminare».
Alla domanda del quotidiano italiano su quali aiuti sono previsti per le vittime, Parmelin risponde: «La Svizzera ha già stanziato un aiuto d'emergenza per le vittime, insieme alla Confederazione e al Canton Vallese. Seguiremo questo dossier per molti anni. Con la tavola rotonda che stiamo istituendo vogliamo offrire soluzioni extragiudiziali alle famiglie, per evitare i lunghi tempi della giustizia. Le vittime hanno bisogno di sicurezza ora, nei prossimi mesi e negli anni a venire».



