«Il presidente Trump è stato molto soddisfatto dell'incontro con il presidente svizzero»

15 minuti di faccia a faccia fra la rappresentativa del Consiglio federale e il presidente americano. In un incontro più che altro formale.
L'incontro odierno con Donald Trump è stato l'occasione per il presidente della Confederazione Guy Parmelin per informare il presidente statunitense del fatto che non vi è più deficit commerciale degli USA dopo l'accordo tra Berna e Washington. Lo scarto si attesta a 8,8 miliardi di dollari (7 miliardi di franchi al cambio attuale) a favore degli Stati Uniti. Lo ha indicato lo stesso Parmelin nel corso di una conferenza stampa al Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR).
Il presidente della Confederazione ha precisato che l'incontro è durato 15 minuti e si è svolto in toni cortesi, «è rimasto soddisfatto». Ma è stato anche l'occasione per spiegare all'inquilino della Casa Bianca come funziona il sistema presidenziale in Svizzera. Trump - ha aggiunto Parmelin - ha chiesto al suo delegato al commercio di confermare l'ammontare dello scarto commerciale e lui l'ha fatto.
Rispondere con diplomazia agli insulti - Interpellato in merito alle critiche mosse oggi da Trump alla Svizzera nel corso del suo discorso all'arrivo a Davos, Parmelin ha detto che «non commentiamo le dichiarazioni fatte da alcuni». Incalzato da un altro giornalista, che ha ipotizzato una mancanza di spina dorsale del governo svizzero - «un presidente insulta il paese ospite del WEF definendolo un paese approfittatore, insulta la sua ex presidente della Confederazione Keller-Sutter (...) e lei gli dice che senza il presidente americano Davos non è Davos, non c'è forse un problema di toni?» -, il presidente della Confederazione si è limitato a rispondere «questa è la diplomazia».
Negoziare tutele definitive - Parmelin ha sottolineato che a questo stadio la Svizzera intende negoziare una soluzione definitiva che tuteli il più possibile dai dazi la propria industria esportatrice e correggerà il tiro strada facendo, sulla base delle reazioni e dell'atteggiamento americano.
Oltre all'abboccamento con Trump, il WEF è stato l'occasione per Parmelin per incontrare rappresentanti di aziende elvetiche di grosso calibro, con cui ha discusso delle sfide attuali, dei problemi che incontrano nel loro lavoro quotidiano.
Il Forum ha anche fornito l'opportunità di tastare il polso alla concorrenza e constatare che l'Europa come continente in generale è rallentata se non ferma rispetto al sudest asiatico. «Questo - ha detto Parmelin - ci fa capire che abbiamo del lavoro da fare per mantenere il nostro livello di competitività in generale».
Il presidente della Confederazione ha anche incontrato il presidente argentino Javier Milei, quello della Serbia Aleksandar Vučić e il presidente finlandese Alexander Stubb. Con il primo ministro palestinese Mohammad Mustafa e con il presidente israeliano Isaac Herzog - incontrati separatamente - ha affrontato la scottante questione del Medio Oriente.



