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Casa, «abolire i termini per segnalare dei difetti di costruzione»

La Camera del popolo ha approvato una modifica del Codice delle obbligazioni con 185 voti contro 5
Foto Deposit
Fonte ATS
Casa, «abolire i termini per segnalare dei difetti di costruzione»
La Camera del popolo ha approvato una modifica del Codice delle obbligazioni con 185 voti contro 5
BERNA - I diritti dei committenti e di chi acquista un immobile vanno tutelati meglio nei casi in cui vengono riscontrati difetti di costruzione. È quanto prevede una modifica del Codice delle obbligazioni approvata oggi dal Consiglio nazional...

BERNA - I diritti dei committenti e di chi acquista un immobile vanno tutelati meglio nei casi in cui vengono riscontrati difetti di costruzione. È quanto prevede una modifica del Codice delle obbligazioni approvata oggi dal Consiglio nazionale con 185 voti contro 5.

Attualmente, i difetti di costruzione vanno segnalati "immediatamente", cioè nel corso di pochi giorni, pena la perdita dei diritti legati alla garanzia, ha spiegato Florence Brenzikofer (Verdi/BL) a nome della commissione. Il disegno del Consiglio federale, presentato nell'ottobre dello scorso anno, prevede di prorogare questo termine, portandolo a 60 giorni sia per i difetti palesi che per quelli nascosti.

Per il Consiglio nazionale questa soluzione non è però sufficiente. Per questo motivo ha optato per un cambiamento di paradigma, ovvero l'eliminazione di tale scadenza. Diventerebbe dunque possibile notificare i difetti in ogni momento fino alla fine del termine di prescrizione.

La camera prevede tuttavia per il committente o l'acquirente un obbligo di diligenza volto a ridurre i danni, creando in tal modo anche nel nuovo regime un incentivo alla segnalazione tempestiva dei difetti. Con 149 voti contro 40, il Nazionale ha poi deciso di portare dagli attuali cinque a dieci anni il termine di prescrizione applicabile alla vendita di fondi e alla costruzione di opere immobiliari.

A larga maggioranza, la Camera del popolo ha anche deciso di dichiarare nulla l'esclusione contrattuale del diritto alla riparazione. Tale norma verrebbe applicata a tutti i contratti e non sarebbe limitata a quelli concernenti le costruzioni destinate all'uso personale o familiare, come figura invece nel disegno governativo.

Il dossier passa ora al vaglio del Consiglio degli Stati.

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