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SVIZZERAMunizioni e armi svizzere in Ucraina, si riaccende il dibattito

03.02.23 - 11:05
La politica è unanime: Berna non deve consegnare materiale bellico direttamente all’Ucraina. Ma per quanto riguarda le forniture indirette? 
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Munizioni e armi svizzere in Ucraina, si riaccende il dibattito
La politica è unanime: Berna non deve consegnare materiale bellico direttamente all’Ucraina. Ma per quanto riguarda le forniture indirette? 

BERNA - La pressione sulla Svizzera cresce. Germania e Nato spingono per ottenere il permesso di esportazione di materiale bellico in Ucraina. La politica e i partiti si dividono. Anche all’interno dell’UDC, da sempre primo difensore del principio di neutralità della Confederazione, le opinioni si scontrano.

Berlino minaccia - La Germania in particolare ha minacciato negli scorsi giorni di non acquistare più attrezzature militari svizzere se non possono essere utilizzate in tempo di guerra. Una decisione che avrebbe conseguenze disastrose per l'industria degli armamenti elvetica.

Una minaccia ha spinto molti politici a rivedere le proprie posizioni. Werner Salzmann, membro UDC del Consiglio degli Stati e presidente della Commissione per la politica di sicurezza, crede che qualcosa deve essere cambiato. «La Svizzera, in quanto paese neutrale, non può aiutare direttamente l'Ucraina. Ma non dovrebbe nemmeno bloccare altri paesi che vogliono farlo», ha affermato ai microfoni della SRF. 

Qualcosa si muove - Il dibattito è stato innescato da una proposta parlamentare del presidente del PLR Thierry Burkart. Il membro del Consiglio degli Stati vuole eliminare la dichiarazione di non riesportazione per i paesi che difendono valori simili a quelli della Svizzera e che hanno un sistema di controllo delle esportazioni paragonabile al nostro. 

Questa disposizione si applicherebbe anche retroattivamente, il che significa che Berlino potrebbe cedere a Kiev munizioni svizzere acquisite da tempo. Una proposta che piace a Salzmann, il quale vorrebbe però aggiungere una data di scadenza: il materiale potrebbe essere ceduto non prima di cinque anni dall'acquisto.

Non tutti però la pensano così all’interno dell’UDC. Christoph Blocher ha messo in guardia contro la violazione della legge della neutralità. Blocher esige parità di condizioni per tutti alla SRF. Secondo Blocher, se la legge stabilisce che non ci sono condizioni, ciò andrebbe bene in termini di legge sulla neutralità. Spetterebbe poi agli altri paesi cosa fare con le armi svizzere.

D'altra parte, concedere retrospettivamente il permesso di inviare armi sarebbe contrario alla neutralità. «È la stessa cosa se lo facessimo noi direttamente», ha sentenziato Blocher.

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COMMENTI
 

zighi14 1 anno fa su tio
Chiunque a favore di mettere a disposizione armi da usare in una guerra dovrebbe dare esempio di coerenza e alzarsi dalla scrivania, andare al fronte, e utilizzare le armi che vende, per uccidere di prima persona, un uomo o una donna, oltre al fronte! Così può assaporare completamente la violenza della sua scelta e raccontare al ritorno cosa ha vissuto mentre ha uscciso una persona.

anul 1 anno fa su tio
Soliti Germanici Ho avuto a che fare tempo fa con queste persone a livello giuridico e non ti di Mi dicevano tu hai perso e noi abbiamo vinto ma sapete ho vinto io e sono anche stato risarcito . Poi è un gran vergogna sentire queste discussioni che si mettano a tavolino tutti assieme e che inizino a portare qualcosa di concreto per la pace e che sarebbe ora volete decimare delle persone con i vostri pregiudizi Siete già tutti assieme govervi ladri.

Tiki8855 1 anno fa su tio
Un chiaro no!!

BlueShark 1 anno fa su tio
Che vergogna….

Pati 1 anno fa su tio
Neutralità dovrebbe essere un termine chiaro. Quindi no alle armi dirette o indirette ma si per gli accordi di pace e di futura ricostruzione dei paesi colpiti dal conflitto .

Ahimè 1 anno fa su tio
Assolutamente no. Le regole sono chiare e chi ha acquistato munizioni svizzere le conosceva bene al momento dell'acquisto. Con le armi non si fa la pace.

rosi 1 anno fa su tio
l'Europa, la Svizzera compresa devono fare molto di più per portare avanti le trattative per la pace. Si parla troppo di armi e poco di promuovere un discorso di pace. Europa debole, impaurita dagli Stati Uniti? Troppi interessi economici? Si ha bisogno di politici autorevoli che facciano di tutto per ritrovare un dialogo, degli accordi. Basta morti e questo non solo in Ucraina ma anche in Russia. Si parla di 200mila morti e feriti tra i militari russi. Poveri ragazzi, povere famiglie. Follia, follia, follia. Basta strategie, calcoli.

leobm 1 anno fa su tio
Il dibattito è lecito. Personalmente sono contrario non perché non mi importa del popolo ucraino, anzi, ma sono certo che come Svizzera siamo ora più utili se fungiamo da chi getta ponti e non da chi alza muri. Se si autorizzasse l'esportazione da nazioni a cui abbiamo venduto armi o munizioni verso l'Ucraina non potremo più assolutamente essere utili a questi due stati nel ritrovare una loro pace. Sul tavolo dei "rappresentanti" di questa industria ve ne sono già a sufficienza. Sono sicuro che se la Svizzera dovesse autorizzare ciò, verrà utilizzata tale decisione solo come propaganda per la continuazione della guerra. La pace continuerà solo ad allontanarsi.

skypuma 1 anno fa su tio
in un conflitto tra 2 Stati sovrani non neutrali, la Svizzera deve mantenere un profilo imparziale e neutrale al 100%. Dovrebbe solo intervenire diplomaticamente per ristabilire la pace. Al contrario se ad essere attaccato è uno Stato neutrale, tutta la comunità internazionale dovrebbe intervenire pesantemente sia economicamente che militarmente contro l'aggressore. in questo caso l'aiuto militare tra paesi neutrali dovrebbe essere consentito. Purtroppo, il governo ucraino, non ha voluto acquisire lo stato di neutralità e quindi, dal mio punto di vista, adesso se la devono sbrigare da solo e non piagnucolare aiuti a destra e a manca. Dispiace solo per la popolazione che sta pagando e continuará a pagare per le prossime generazioni le scelte scellerate di questo loro governo!!!

medioman 1 anno fa su tio
Come mai non si era deciso di esportare le armi svizzere nelle guerre precedenti??

Tao2023 1 anno fa su tio
Nella foto che vediamo almeno la metà dei proiettili sono sono dei morti o feriti che onore.

Equalizer 1 anno fa su tio
Risposta a Tao2023
I proiettili che si vedono nella foto sono ormai un ricordo per noi Svizzeri, la RUAG Small Arms Ammunition è stata venduta a Beretta, quindi vai in Italia a reclamare.

Tao2023 1 anno fa su tio
Risposta a Equalizer
Il risultato è lo stesso

Tao2023 1 anno fa su tio
Abbiamo cosi tanto bisogno di vendere morte distruzione e dolore ? poi arriviamo con le interminabili catene della solidarietà e con la valigetta del pronto soccorso, che ovviamente in questo caso guadagnamo ancora. Dovo sono abdati a finire i "nostri buoni uffici ?"

yvan 1 anno fa su tio
Ora siamo anche ricattabili?! E tutto questo per alimentare una guerra che, in assenza di armi, sarebbe terminata già da tempo.

tartux 1 anno fa su tio
Insomma ora che rischiano di perdere soldi mandano all'aria valori etici? I onesta emtne dire alla Germania di minacciare pure quando hanno comprato le armi conoscevano le implicazioni e trovo davvero ridicolo che si tenti di cambiarle a posteriori.

@matterhorn 1 anno fa su tio
Assolutamente no!!!

Adegheiz 1 anno fa su tio
Facciamolo. Tanto l’Ucraina non pagherà un soldo. Chi crede che la Russia verrà sconfitta sta prendendo un abbaglio
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